Ci sono coppie che sembrano nate per stare insieme. Paolo e Francesca, Giulietta e Romeo, Stanlio e Olio: basta pronunciare il nome dell’uno e subito viene da pensare all’altro. Succede anche a tavola. Ci sono infatti ingredienti che sembrano fatti l’uno per l’altro, destinati a stare insieme e a non separarsi mai. Non perché qualcuno abbia stabilito che debbano stare insieme, ma perché la tradizione, il gusto e la storia li hanno fatti diventare una cosa sola. Sono le coppie indissolubili della nostra cucina e qui di seguito trovate elencate le più famose.

Prosciutto e melone
Due ingredienti così diversi che, messi insieme, trovano un’intesa perfetta: da una parte la dolcezza del melone, dall’altra la sapidità del prosciutto, con quella punta di grasso che lo rende irresistibile.

Fave e pecorino
Ci sono abbinamenti che sembrano scritti dalla natura prima ancora che dalla cucina. È il caso delle fave e pecorino: la freschezza dolce e croccante delle fave incontra il carattere deciso, sapido e un po’ pungente del pecorino, in un gioco di contrasti semplicissimo e irresistibile. Un piatto povero, che sa di primavera.
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Cacio e pepe
Pecorino romano e pepe nero sono i protagonisti di uno dei piatti simbolo della cucina laziale, nato dalla tradizione dei pastori, che portavano con sé formaggio stagionato, pepe e pasta secca. La magia sta tutta nell’equilibrio tra l'acqua di cottura della pasta ed il pecorino (deve essere di uno ad uno: 50 g pecorino con 50 g di acqua): guai però ad aggiungere olio, burro o panna per ottenere una salsina cremosa e omogenea!
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Pasta e fagioli
È la cucina povera che si trasforma in ricchezza. I legumi, economici e nutrienti, incontrano la pasta in una minestra che cambia da regione a regione, più brodosa o più densa, con o senza pomodoro. Pochi ingredienti, zero fronzoli, massimo gusto. La pasta e fagioli è la prova che la cucina italiana non ha bisogno di complicazioni per essere straordinaria.
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Tajarin al tartufo bianco di Alba
Sono uno degli incontri più felici della gastronomia piemontese. Fili sottilissimi di pasta all’uovo, dorati grazie all’abbondanza di tuorli, accolgono le preziose lamelle di tartufo grattugiato al momento sopra la pasta sprigionando un profumo inconfondibile. È la cucina delle Langhe nella sua espressione più elegante, dove la ricchezza non sta nella quantità degli ingredienti, ma nella loro qualità. E il tartufo bianco, con il suo aroma intenso e inimitabile, trasforma un piatto semplice in un piatto raffinato.
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Orecchiette e cime di rapa
E' un piatto tradizionale pugliese, particolarmente popolare nelle province di Bari e Lecce. La pasta, con la sua forma concava, raccoglie le cime di rapa e il loro gusto amarognolo, esaltato da aglio, olio, peperoncino e, a piacere, acciughe. Un piatto che dimostra quanto la cucina tradizionale sappia valorizzare ingredienti semplici.
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Riso e bisi
E' uno dei piatti più conosciuti della tradizione culinaria veneta soprattutto quella veneziana. Veniva infatti offerto come piatto bene augurale al Doge e a tutti i membri del governo della Serenissima nel giorno di San Marco, il santo Patrono di Venezia, il 25 Aprile. Il momento ideale per fare questo piatto è fra il mese di Aprile e Giugno quando si trovano i piselli freschi. La consistenza di questo piatto deve essere quella di una minestra abbastanza asciutta cioè un minestra poco brodosa. Un piatto semplice, ma con una storia importante.
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Fegato e cipolle
A Venezia il loro incontro è diventato un classico della cucina di casa, dove il sapore deciso del fegato tagliato a fettine sottili trova nelle cipolle, lentamente appassite, la sua perfetta controparte dolce. Pochi ingredienti, nessun trucco: è proprio questo equilibrio, apparentemente semplice ma tutt’altro che banale, a rendere il fegato e cipolle conosciuto anche come fegato alla veneziana una vera coppia indissolubile.
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Salsicce e friarielli
Basta pronunciarne il nome per sentire già il profumo che arriva dalla cucina. Questo piatto nasce dall'incontro fra la sapidità della carne di maiale e il gusto amarognolo, deciso e inconfondibile di questa verdura tipica del Sud. Due caratteri diversi che, proprio per questo, si completano alla perfezione.
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Cantucci e vin Santo
Ci sono biscotti che sembrano fatti apposta per incontrare un vino, e i cantucci toscani con il Vin Santo sono una di quelle coppie che non hanno bisogno di presentazioni. Nati e cresciuti insieme sulle tavole toscane, questi due compagni sono la dimostrazione che certe unioni non si celebrano con grandi discorsi: si spezza un cantuccio, lo si intinge per pochi istanti nel Vin Santo e si aspetta che il vino lo ammorbidisca appena, senza rubargli l'anima. E così, tra un morso e un sorso, nasce un piccolo rito toscano che resiste al tempo e alle mode..
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