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Il Carnevale salato
della tradizione italiana

Il "principe del carnevale", ovvero il maiale, è quasi sempre presente nelle nostre ricette salate di Carnevale. Così, seguendo il viaggio gastronomico di Mangiarebene intorno allo Stivale, conoscerete alcune delle ricette che contraddistinguono le varie regioni Italiane. Hanno tutte un denominatore comune: sono rigorosamente "grasse" in vista poi del digiuno quaresimale.
QUI  le ricette di carnevale


Smacafam in dialetto trentino, “Scacciafame” in italiano
Classico tortino salato del Carnevale trentino la cui ricetta varia da vallata a vallata, da paese a paese, da famiglia a famiglia. C'è chi usa la farina bianca, chi la farina gialla, chi la farina di grano saraceno o tutte e tre insieme. Altri ancora utilizzano il pane raffermo. Un ingrediente però che mette tutti d'accordo: la lucanica, l'insaccato fresco o stagionato di carne di suino più diffuso in Trentino, che va in parte sbriciolato nell'impasto e in parte modellato a rondelle distribuite sulla superficie del tortino. Un gustoso antipasto che onora la tradizione del territorio.

Sciatt, 
non sono rospetti ma frittelle !
In dialetto valtellinese "sciatt" vuol dire "rospetti" e, data la forma rigonfia che queste frittelle tipiche della Valtellina prendono durante la cottura, gli abitanti del luogo ravvisarono una certa somiglianza. Solo somiglianza però! Perché nel leggero involucro di una pastella a base di grano saraceno e farina 00 si  nasconde  la delizia di un filante cuore  di formaggio Valtellina Casera  Dop. Nel periodo di Carnevale le sciatt diventano stret food e si vendono nei caratteristici coni di carta. Farle  in casa è facile e, in tal caso, impreziositele distribuendole su un letto  di cavolo cappuccio tagliato a listarelle.


Faseuj Grass cotti in Tofeja

E' una antica ricetta della tradizione contadina canavesana. E prende il nome dal recipiente dove avviene la cottura degli ingredienti:  i fagioli e le parti grasse di maiale come musetto, zampino e cotiche si mettono nella tradizionale panciuta pignatta di terracotta, la "tofeja" di Castellamonte, dall’imboccatura molto stretta e relativo coperchio che giovano alla concentrazione dei sapori. Tipica preparazione canavese nel periodo di Carnevale, è sempre la città di Ivrea  che ancora oggi perpetua l’antica usanza di cuocere i faseuj grass  in piazza nei pentoloni  di rame resi indispensabili dal gran quantitativo destinato a soddisfare l’appetito di una vera folla in attesa.  


Gnocco Fritto: 
chi avrà deciso di chiamarlo così?
Facciamo chiarezza: è corretto chiamare gnocco quello di patate, mentre non ci sembra altrettanto corretto chiamare così anche fritta questa delizia nata a Modena e poi diffusasi gioiosamente in tutta la regione. Comunque lo  gnocco fritto (nome che in Emilia varia di area in area) resta una preparazione tipicamente locale che si gusta con un insieme di salumi del territorio a cominciare dal salame. Che bontà! Durante  il periodo di Carnevale la sua frittura diventa uno “spettacolo in piazza” quanto mai diffuso e un felice mangia-mangia collettivo


I piconi dolci di Ascoli Piceno ma…  
…vi sono anche i piconi salati che Clelia d’Onofrio, marchigiana, un tempo gustava a casa sua quando arrivava il  Carnevale e che  in questa occasione ha voluto ricordare e condividere la ricetta con Mangiarebene. L’involucro di pasta frolla di questi fagottini nasconde all’interno un delizioso ripieno di pecorino fresco. Con l’aperitivo  oppure a merenda o per un altro qualsiasi spuntino sono sempre un successo garantito.


Calcioni salati molisani, 
pare che il nome derivi da cacio
Il prosciutto, la ricotta e il formaggio rendono irresistibili questi calzoni fritti tipici del Molise. Comunque in tante altre regioni d’Italia vi sono ricette con questo nome ma, in pratica, tutti i calcioni si somigliano pur differenziandosi nei ripieni di formaggi perché ogni  ripieno impiega formaggi del territorio. In Molise è l’antipasto che festeggia il Carnevale, ma sempre più spesso, apre a pranzi e banchetti di nozze.


Fagioli con le cotiche

Questa ricetta laziale si differenzia da altre del genere perché i fagioli vengono cotti solo con le cotiche, le cotenne del maiale, che conferiscono a questo piatto di Carnevale, un sapore particolarmente gustoso.

Lasagne di Carnevale, così uguali, così diverse

Considerate le "regine del Carnevale"  è uno dei piatti più apprezzato del Carnevale campano. A Napoli ogni famiglia vanta la propria ricetta e, di conseguenza, le molte varianti non si contano. Tutte però hanno un comune denominatore: il ragù fatto in casa, le polpettine di carne trita, il fior di latte e la ricotta.


Le mani in pasta per la focaccia salentina

Che carnevale è se non si gusta la focaccia salentina, col suo ripieno a base di cipolle, pomodori e capperi che si chiama anche “cipollata”. Tra i consigli  che gli esperti danno per la migliore rtiuscita c’è quello relativo all’impasto che migliora il gusto usando un mix di farine e, poi, per renderlo ancora più goloso arricchirlo con un po’ del sugo. Facile da fare, mettetevi all’opera e verrete conquistati dalla sua bontà. 


Una e tante altre le panadas dell’isola sarda 
Ci vuole una certa manualità per fare queste antiche tortine il cui impasto di semola e strutto  viene farcito con un ripieno di carne di maiale insaporito con prezzemolo, aglio, sale e pepe. Almeno si prepara così la Sa Panada di Oschiri, un comune nella provincia di Sassari noto anche  per essere considerato la capitale della panada.  Detta anche impanadas.

Minestrone di Modica: non solo un tripudio di verdure
Conosciuto anche come minestrone del Giovedi grasso, è un'antica ricetta preparata preparata nel ragusano durante tutta la settimana di Carnevale.