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Pranzo stampa alla scoperta dell'autentica cucina abruzzese a Milano

Milano quanto al cibo vive lo stesso fenomeno di affollamento che si verifica in televisione. Così la scelta per andare a pranzo fuori si fa sempre più attenta. Quale ristorante scegliere? Quale fa la differenza?  Per esempio nella periferia sud di Milano, diventata sempre più attrattiva grazie alla Fondazione Prada, da quasi dieci anni c'è il Capestrano un ristorante dove si gusta la vera cucina dell' Abruzzo. Una cucina semplice e gustosa; una cucina della tradizione che ho molto apprezzato.


Questo ristorante prende il nome da Capestrano, in omaggio alla statua del VI secolo a.C di un guerriero piceno dal largo cappello alta oltre 2 metri, rinvenuto nel 1934 in una necropoli situata nel comune di Capestrano (AQ).  Questo guerriero è esposto a Chieti, nel Museo archeologico nazionale d'Abruzzo.
L' arredo delle quattro sale, elegante e moderno, l' accoglienza gentile e professionale sono già un ottimo biglietto da visita.

Roberto Babbo, patron del ristorante, racconta come la sua cucina sia basata su ingredienti locali (molti presidi Slow Food) e ricette della tradizione, "appena contaminati da un pizzico di innovazione". Per prima cosa Roberto ci fa assaggiare questa porchetta abruzzese cotta perfettamente allo spiedo: croccante fuori e tenera e saporita all'interno. Eccellente!  L'avrei mangiata tutta...

Ottimi anche i taglieri di salumi tipici tra cui la Ventricina vastese, il Cuore di Paganica, il Salsicciotto Frentano dalla caratteristica forma forma di un piccolo parallelepipedo, la Salsiccia di fegato di Paganica, strepitosa, e la Mortadella di Campotosto con al suo interno un dado di grasso

Il tagliere di formaggi presenta una selezione di pecorini abruzzesi tutti a latte crudo e presidi Slow food a partire dal Canestrato di Castel del Monte, al Trittico che nasce dalla combinazione dei tre latti (vaccino, ovino e pecorino)al Brigantaccio affinato nella crusca, al Gregoriano, l'unico pecorino a pasta molle abruzzese. 
Assolutamente da provare la tartare di carne di pecora: la carne tagliata a mano ha un sapore così delicato che non ha bisogno di nessun condimento se non un filo di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale per gustarlo al meglio.


Farina, acqua e sale: 3 soli ingredienti per prepare i “Cazzelletti”, gnocchetti tipici di Scanno, saltati con cime di rapa o broccoli, alici e peperoncino.


La chitarra è un tipo di pasta fatta a mano. Per prepararla c’è bisogno di un apposito telaio rettangolare in legno -carraturo  in dialetto - con delle corde mettaliche. La sfoglia viene appoggiata sulla chitarra e ci si fa scorrere sopra il mattarello, in modo che i fili di acciaio della chitarra penetrino nella sfoglia tagliandola a striscioline. Si ottengono così degli spaghetti a sezione quadrata con cui si prepara uno dei piatti più conosciuti della cucina abruzzese: la chitarra al ragù di agnello.

Non avrei mai smesso di mangiare gli arrosticini di carne di pecora  croccanti all' esterno e succosi all'interno serviti nell' apposito boccale riscaldato accanto alla griglia:  semplicemente strepitosi. Ci sono stati serviti con del pane fatto in casa leggermente tostato cosparso di olio extravergine di oliva Dop, il Venerandadell' azienda abruzzese Zuppini vincitore del premio il Magnifico 2017.

E che dire dei dolci?  Ho particolarmente apprezzato il Parrozzo dalla tipica forma di cupola a cui Gabriele d' Annunzio dedicò un madrigale e la “pizza doce”, la torta abruzzese a base di strati di pan di Spagna, cioccolato, crema ed alchermes, guarnita di panna.
Non da ultimo, questo ristorante proprio per l’ottimo rapporto tra la qualità e prezzo contenuto è consigliato dalla Guida Michelin 2019.
Roberto e a sua figlia Serena vi aspettano per farvi conoscere la cucina del Capestrano, assolutamente da provare!

Il Capestrano: Via Gian Francesco Pizzi, 14, Milano. Tel. +39 02 56 93 345