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Un bicchiere d'acqua, si grazie!

Noi italiani siamo i maggiori consumatori al mondo di acque minerali in bottiglia, nonostante l' elevata qualità dell' acqua che sgorga dai nostri rubinetti. Ma cosa s'intende per acqua minerale?
Tutte le acque possono considerarsi tali se hanno origine da una falda o un giacimento sotterraneo e devono provenire da una o più sorgenti naturali o perforate, devono inoltre avere delle caratteristiche igieniche particolari ed effetti positivi sulla salute. Per parlare in termini più chiari le acque minerali devono essere potabili già allo sgorgare dalla fonte, momento in cui devono essere imbottigliate. 

Il residuo fisso
La classificazione delle acque minerali avviene in base al cosiddetto Residuo fisso a 180° che rappresenta la quantità in grammi di sali disciolti in acqua, ottenuta dopo l’evaporazione di un litro d’acqua alla temperatura di 180°. In funzione del residuo, espresso in mg/l, le acque minerali si distinguono in:
Minimamente Mineralizzate - residuo fisso inferiore a 50 mg/l.
Sono acque che, essendo povere di sali minerali, favoriscono la diuresi e facilitano l’eliminazione di piccoli calcoli renali. Sono indicate nelle diete iposodiche e per i bambini in età pediatrica. Fra queste segnaliamo la
Oligominerali - residuo fisso 50 - 500 mg/l. Il ridotto contenuto di sali minerali le rende ottime acque da tavola, adatte per un consumo quotidiano. Sono indicate per le diete iposodiche perché hanno un’azione diuretica.
Mediominerali - residuo fisso 500 - 1500 mg/l. Sono indicate per le persone con carenze di alcuni minerali e, grazie al contenuto di bicarbonato, per chi ha difficoltà digestive.
Ricche di sali minerali - residuo fisso superiore a 1500 mg/l. Sono molto ricche di sali, generalmente vengono utilizzate a scopo curativi, pertanto è opportuno che il loro consumo avvenga su consiglio del medico.
Un altro tipo di classificazione delle acque minerali si basa sul maggiore contenuto di un determinato minerale:
Acque bicarbonate - bicarbonato > 600 mg/l. Comprendono anche le acque caratterizzate da una prevalenza di bicarbonato rispetto ad altre sostanze; hanno un’azione diuretica e spasmolitica e vengono utilizzate nei disturbi a livello epatobiliare e nelle cistiti croniche.


E sull’abbinamento con i cibi?
Non sbagliamo se diciamo che una giusta acqua può esaltare o meno le caratteristiche dei piatti. Sicuramente vale la regola generale che più l’acqua ha residui di sali minerali più si dovranno scegliere pietanze strutturate, saporite e complesse. Qualche esempio? Con un brasato di manzo meglio se abbiniamo un acqua ricca di sali minerali, mentre con delle verdure bollite o con le insalate sarebbe meglio preferire acqua oligominerali. I cibi, e quindi il nostro palato ne beneficeranno.
Provare per credere!