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I vini sardi

La produzione vitivinicola della Sardegna si attesta in media sotto il milione di ettolitri. Ben poco, verrebbe da dire, se paragonata alla grandezza della regione. Un motivo riguarda prettamente il territorio dominato, soprattutto nelle aree collinari, da sassi e rocce. L'altra ragione è dovuta al fatto che negli anni settanta e ottanta si è preferito (purtroppo) espiantare i vigneti con i contributi europei perdendo così una risorsa dal valore inestimabile, fatta per lo più da impianti ad alberello e da vigne molto vecchie, ideali quindi per le produzioni di qualità. I vitigni più coltivati sono quelli a bacca rossa, nonostante il vermentino possa godere qui di prestigio, tanto da fregiarsi della Doc in tutta la regione e della Docg in Gallura.
E' una produzione variegata che di anno in anno sale di qualità e che viene valorizzata per merito di viticoltori appassionati con generazioni di produttori alle spalle, e anche grazie alla presenza di tante cantine cooperative che qui, come in poche altre regioni italiane, hanno saputo puntare sui vitigni autoctoni, sulle basse rese ottenendo così vini apprezzati non solo entro i confini regionali. Conosciamo quelli più famosi.

Cannonau di Sardegna
La Sardegna è tra le poche regioni italiane a vantare denominazioni di origine controllata che comprendono tutto il territorio regionale. La prima riguarda il Cannonau, anche se le zone elette e più vocate per l’omonimo vitigno sono comprese nella provincia di Nuoro, dove si distinguono la Baronìa, la Barbagia e l’Ogliastra. Ci sono, inoltre, alcune zone dove storicamente si produce un vino di buon livello, soprattutto nel Sarrabus, nella parte sud-orientale dell’isola, e al nord di Sassari nei comuni di Sorso e Sennori. Prevede le sottodenominazioni Oliena  (da cui il famoso Nepente tanto osannato da Gabriele d'Annunzio), Capo Ferrato e Jerzu, se prodotte con uve delle rispettive zone geografiche. Le tipologie riguardano il Rosso e il Rosato; il Rosso, se è stato sottoposto a un invecchiamento minimo di due anni, di cui almeno sei mesi in botte, può fregiarsi della dizione Riserva. Il Cannonau è perfetto se lo abbiniamo a carni in umido, specie se cacciagione, pecorino stagionato o agnello al forno.


Carignano del Sulcis
Questo vino che si fregia della Doc ha salvato, è il caso di dirlo, la viticoltura di tutto il Sulcis (territorio del Sud Ovest dell'isola che vanta vigne vecchissime alcune delle quali coltivate a piede franco in zone sabbiose) apportando anche benefici economici, oltreché di immagine. Il passo in avanti è stato fatto abbandonando la vendita in cisterne per passare a più sistematici imbottigliamenti. Pian piano si sono affinate le tecniche di lavorazione, fino a raggiungere livelli fino a qualche anno fa insperabili. La Denominazione prevede il tipo Rosato, tranquillo e frizzante, ma quello che ha avuto maggior successo è il tipo Rosso. La maggior parte dei vigneti, coltivati nella parte più meridionale della zona compresa nel disciplinare, sono allevati ancora ad alberello con rese per ettaro molto basse. Nel bicchiere il vino si presente di colore rosso rubino ed al naso sono le note di frutto scuro e di spezie che primeggiano. In bocca è secco, ma delineato da buona morbidezza che, insieme a sapidità e freschezza, rendono il vino equilibrato e piacevole. L’abbinamento perfetto è con i piatti di carne della tradizione isolana, ma anche con formaggi di pecora stagionati


Vermentino di Gallura

La Gallura è da considerarsi la zona "classica" del Vermentino. Comprende un' area abbastanza vasta, che sconfina nella parte alta della provincia di Nuoro, sulla costa orientale. La superficie vitata è in continua crescita, ma le produzioni, disciplinate dalla Docg, consentono una resa abbastanza contenuta. Le tre cantine sociali, di Tempio, Monti e Berchidda, hanno costituito un consorzio di esportazione, per affrontare con maggior incisività i mercati esteri, ed il vino imbottigliato proviene dalle migliori selezioni prodotte. Ma il dato più significativo che caratterizza il Vermentino di Gallura è il rapporto qualità/prezzo. Pur diversificando le produzioni, il Vermentino di Gallura più tipico è quello Superiore, morbido, pieno e piacevolmente fruttato. È poi contraddistinto da un finale amarognolo, che ricorda la mandorla amara, che lo rende veramente originale. Si sposa alla perfezione con i piatti di mare, ma anche con formaggi molli e di breve stagionatura.

Vernaccia di Oristano
Questa varietà vanta una storia molto antica e il nome potrebbe derivare da "Vernacula" [del posto], termine con il quale solitamente si indicavano i vitigni di origine incerta. L'area di produzione è circoscritta alla bassa Valle del Tirso, dove le terre si distinguono in "gregori", quelle più alte e asciutte, e "bennaxi", una volta paludose e più fertili, dove si ottiene il miglior prodotto. Il vitigno, infatti, ha una particolare resistenza ai terreni umidi e acquitrinosi. E anche il vino acquista particolari caratteri di tipicità, affinandosi in condizioni particolari come la maturazione in botti scolme poste in cantine soggette a sbalzi termici. Organoletticamente assomiglia allo Sherry, ma è l'unica cosa che li accomuna, mentre con gli altri vini che portano lo stesso nome non ha proprio nulla in comune. Anche per questo è da ritenersi unico al mondo. È il classico vino da meditazione tanto che è difficile trovargli un abbinamento anche per le differenze che le varie tipologie offrono. Un accostamento che vale la pena provare è, nel più classico della tradizione, con piatti a base di bottarga.
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