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Sassicaia: Intervista a Niccolò Incisa della Rocchetta
Parlare di mito nel mondo del vino non è poi così frequente. Averne uno in Toscana costituisce motivo di orgoglio. La storia del Sassicaia e dei marchesi Incisa della Rocchetta si può riassumere in queste due frasi. Un vino che diventa leggenda dopo pochi anni dalla sua prima uscita, identificato subito solo con il nome dai clienti, che magari non sanno nemmeno se è prodotto in Toscana, figurarsi a Bolgheri! Parliamo della storia del Sassicaia con Niccolò Incisa della Rocchetta, l'attuale proprietario, che è riuscito a conseguire il successo mondiale con il proprio vino.
Quanto vi ha aiutato il non essere produttori di vino da generazioni, quando avete fatto per la prima volta il Sassicaia?
Molto. Anzi , direi che è stato essenziale. Non abbiamo avuto timori reverenziali e, soprattutto, lo sperimentare in una zona tradizionalmente non vocata ci ha permesso di lavorare con splendida libertà.
Come è iniziata l'avventura del Sassicaia?
Mio padre, Mario, decise far impiantare delle vigne di Cabernet nella tenuta di famiglia, nella zona vicino a Castiglioncello, nel 1945. Aveva assaggiato del vino francese che aveva trovato ottimo. La sua grande intuizione fu capire che il "terroir" di Bolgheri, l'insieme cioè delle condizioni climatiche della zona unite alle caratteristiche del terreno erano particolarmente adatte allo sviluppo di questo tipo di vino. E così è stato.
E prima?
Tutti i terreni erano coltivati a mezzadria e non c'era grande impegno nella viticoltura, eccezion fatta per una buona produzione di rosato. Comunque utilizzavamo i vitigni classici quali sangiovese, colorino e trebbiano per il consumo di vino in famiglia. Quando ho assaggiato delle bottiglie dell'epoca, ho notato che hanno retto benissimo, segno evidente che oltre che dall'uva, molto dipende dal territorio,
Quando ha capito che il vino di famiglia poteva diventare un successo internazionale?
Non c'è stato un vero episodio, la crescita è stata lenta e regolare. Sicuramente la notorietà è arrivata quando Hugh Jonhson, il santone internazionale del vino, ha inserito il nostro vino in una degustazione cieca che comprendeva i migliori cabernet del mondo. La nostra vittoria e il successivo clamore suscitato dalla stessa ci ha aiutato moltissimo nella diffusione del prodotto.
E di tutti questi anni di successo, quale è l'episodio che si diverte di più a ricordare?
Quando uscì sul mercato il Sassicaia 1981, un annata prestigiosa, in Canada ci furono persone che trascorsero la notte all'addiaccio fuori dai negozi per aggiudicarselo. Per ricordare l'avvenimento fu creato un distintivo che così recitava "I frozen my ass to buy '81 Sass". Tradotto alla buona, "Mi sono gelato il sedere per avere il Sassicaia '81"!