Vini and Co.
L'idea di Leonardo
Portafogli astemi
Vi capita mai di non prendere il vino al ristorante perché lo giudicate troppo caro? Una volta era impossibile pensare di cenare senza far accompagnare il pasto da una bottiglia appropriata ma oggi, la crisi economica porta a fare anche questa scelta.
La crisi del vino in particolare, ha messo in luce un fenomeno comune a molti ristoranti, che riguarda l'eccessivo ricarico applicato al costo della bottiglia. Se la normalità, fino a qualche anno fa, poteva essere quella di raddoppiare il prezzo rispetto al costo d'acquisto, oggi la media è diventata un aumento del 280%, con punte, per località turistiche e ristoranti posti in zone molto frequentate da stranieri, del 500%. Cifre che fanno riflettere e non più sopportabili in momenti, come quello attuale, quando si deve pensare su come rendere l'offerta al consumatore finale sempre più corretta.
Intendiamoci, non è che in altri paesi la situazione sia così rosea: in Francia le percentuali di ricarico sono altissime, così come in molti paesi del Nord Europa. Quello che ha colpito e messo in luce il fenomeno è che in Italia gli aumenti siano stati repentini, e che si siano sommati ai problemi derivanti dall'avvento dell'euro. A questo si aggiunga la difficoltà nell'esportare il nostro vino, e chiaramente il produttore ha iniziato ad osservare con maggiore attenzione il mercato interno. Da parte sua; il cliente trova la maggior parte di etichette reperibile oggi in grande distribuzione, e diventa così elementare anche per i meno avvezzi, fare paragoni sui prezzi. Le considerazioni finali riguardano allora una revisione generale dell'offerta del vino nei locali. Senza gettare la croce addosso a nessuno, sapendo che i costi sono aumentati per tutti, offrire il vino a un prezzo adeguato permette una maggior rotazione delle bottiglie.
Stimolare l'offerta al bicchiere è un altro suggerimento per fare bere vino a chi non lo ordinerebbe mai, mettendo d'accordo per una volta, il piacere della gola con il peso del portafoglio!