Vini and Co.

L'idea di Leonardo

L'IVA sul vino

Quando si dice due filosofie di pensiero: uno dei più grandi produttori di vino italiano (in termini di numeri) Gianni Zonin richiede al ministero delle Risorse Agricole di diminuire l'IVA al 10%. L'altro grande produttore di vino italiano (in termini di riconoscimenti) Angelo Gaja risponde che non è certo grazie a queste iniziative che si possa pensare di rilanciare il mercato del vino in Italia. A parte l'immagine non certo brillante di due potenze del settore che, evidentemente, non si sono parlati in privato e fanno dichiarazioni di segno opposto, quello che colpisce è la diversa interpretazione che si dà al vino. Dopo anni nei quali si è parlato di prodotto edonistico, di un'immagine che doveva essere paragonata a quella della moda, e quindi di genere di lusso, ecco che si torna alla definizione di vino quale alimento, che deve andare sulla tavola tutti i giorni e che dunque debba e possa tornare a prezzi accessibili pur salvaguardando la qualità. Basterebbe andare a fare un giro in enoteca e valutare i prezzi delle bottiglie sugli scaffali dei due produttori per capire come ognuno tiri l'acqua al suo mulino. Da un lato il prodotto che può stare anche sulle tavole dei pensionati, dall'altro quello che nemmeno il professionista rampante si può permettere di bere ogni settimana. Di certo che la sorta di disprezzo da parte di alcuni produttori per il prodotto "popolare", da far bere a tutti, sta ritorcendosi contro, considerando che le bottiglie di prezzo elevato sono molto ferme sul mercato. Dall'altro, torniamo a pensare che ogni tanto c'e' la festa e quindi come ci si mette il bel vestito e si va dal parrucchiere si può anche bere la grande bottiglia. E l'IVA? Forse è bene lasciarla in pace e far sì che lo sforzo arrivi direttamente dai produttori

L'IVA sul vino