Vini and Co.
L'idea di Leonardo
L' Invecchiamento del vino
Una delle domande che mi viene posta più frequentemente riguarda il tempo di invecchiamento di un vino.
Ardua risposta, è bene dirlo, tutto dipende dal prodotto: cambia la tipologia e con essa la capacità di reggere l'usura del tempo. Per il Lambrusco, il Grignolino, la Freisa va da sè che non occorre un soggiorno lungo in cantina: si bevono per la loro estrema piacevolezza, i profumi fruttati, la godibilità immediata. Diverso è il discorso per quelli che sono considerati i numeri uno fra i vini rossi: il Barolo, il Barbaresco, il Brunello, per la loro maggiore complessità, possono trarre giovamento da un tempo di riposo in bottiglia prima del consumo. Ma questo non vuol dire che sono più "buoni": si affinano, trovano altri equilibri, in certi casi è vero che migliorano, poichè smussano gli angoli, un po' come le persone nell'invecchiare, ma non possono certo durare all'infinito. Occorre sempre ricordare che il vino è un elemento vivo, e per questo, dopo un certo periodo di tempo, comincia a degradare le sue caratteristiche organolettiche. Insomma, nella maggior parte dei casi, meglio bere le bottiglie dimenticate dal babbo o dal nonno in cantina, prima che sia troppo tardi e la stappatura riservi spiacevoli sorprese.