Vini and Co.

L'idea di Leonardo

Incredibile, ma vero

Incredibile ma vero, ancora una volta la Commissione Europea sta facendo di tutto per complicare la vita al vino italiano.
L'ultima novità riguarda il nome dei vini quali Brunello, Amarone, Recioto che potrebbero essere utilizzati anche dai produttori di altri Paesi. Il problema è serio e merita di essere approfondito. Quando il nome di un vino appartiene ad una zona geografica delimitata e riconoscibile, come ad esempio Chianti Classico, il problema non si pone: non possono essere copiati nomi di luoghi realmente esistenti. In questo caso il problema è più sottile: magari un produttore argentino non potrà chiamare il suo prodotto "Brunello di Montalcino" ma già la parola Brunello serve ad evocare, nei confronti del consumatore, l'idea di un vino di alta qualità. E lo stesso capita per Amarone e Recioto, per quei prodotti cioè che nel corso degli anni si sono costruiti un'immagine con sforzi ed investimenti economici, e che ora rischiano di essere vanificati.
Qual' è il motivo che darebbe via libera a questo obbrobrio legislativo? Il fatto che non si possa esercitare una concorrenza sleale nei confronti di altri paesi!!! Il problema, in realtà, è squisitamente politico: nella commissione Agricoltura ha sempre prevalso la linea del Nord Europa dove, guarda caso, non esistono produttori di vino. L'unica speranza è quella che tutta la manfrina serva a mettere in luce il presidente della Commissione che stopperà in extremis il provvedimento. Il motivo? Le elezioni europee si avvicinano!

Incredibile, ma vero