Vini and Co.
L'idea di Leonardo
I vini rosati
I vini rosati vengono da sempre considerati i fratelli minori dei bianchi e dei rossi. Quasi che la vita non debba mai avere sfumature! Questo dipende spesso da una mancata conoscenza di come utilizzarli nella maniera giusta, con quali pietanze abbinarli a tavola, in modo da avere il risultato più apprezzabile a livello gustativo. Il primo concetto da sfatare è che il rosato si ottenga mescolando il vino bianco al vino rosso: questa pratica è consentita unicamente per la produzione di spumante a metodo tradizionale o per lo champagne, due vini che vengono sottoposti ad una seconda fermentazione. La vinificazione dei rosati avviene invece lasciando macerare per sole poche ore, e non per giorni, come accade per la produzione dei rossi, le vinacce all’interno del mosto. In questo modo si cedono solo in parte le sostanze coloranti, senza andare ad arricchire il vino di tannino, uno dei componenti più importanti per i vini che devono invecchiare, responsabile della sensazione di astringenza. Il risultato è quello di un prodotto gustoso, sapido al gusto, ma non eccessivamente strutturato, adatto ad essere bevuto fresco come temperatura, in maniera da esaltare la naturale acidità. In Italia, le zone più rinomate per la produzione dei rosati sono quelle del Garda, dove viene prodotto il Chiaretto, l’Abruzzo, con il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo, e la Puglia, dove si ottengono i rosati piò concentrati di colore e di profumi. All’estero, fra le zone più conosciute, si distingue da sempre la Provenza, in Francia mentre, nel Nuovo Mondo, risultati interessanti sono stati raggiunti dal Sudafrica. Gradevole è anche il risultato dei vini austriaci, e non disprezzabili quelli dei vini provenienti dalla Grecia. Dal punto di vista dei possibili abbinamenti gastronomici i rosati si presentano inoltre abbastanza versatili, nulla avendo da invidiare ai loro parenti più nobili. Ideali come aperitivo, da gustare freschi con affettati ad una temperatura di circa 12°, questi vini possono trovare giusta espressione anche in accompagnamento a creme di verdura e primi piatti leggeri a base di carne, serviti in tali casi ad una temperatura più alta di 14° circa. L’elevato grado di acidità di questi prodotti, unito alla loro naturale freschezza, li valorizza accanto a secondi piatti di carni bianche, ad esempio pollame o anche vitello preparato con intingoli delicati, proponendoli inoltre come valida alternativa ai vini bianchi per alcune portate di pesce, in special modo le zuppe. Un mondo insomma, quello dei vini rosati, per certi versi tutto da scoprire, che nasconde al suo interno vini anche molto diversi fra loro, dai profumi e dai sapori capaci si raccontare le varie zone di provenienza. Basta semplicemente lasciare posto alla curiosità!!