Vini and Co.

L'idea di Leonardo

Crisi del vino

Fin dai tempi della Bibbia sono esistiti i tempi di vacche grasse e di vacche magre: il mondo del vino sta vivendo, in questo momento, la seconda fase e molti produttori sono giunti impreparati a questa congiuntura. Da un lato la crisi internazionale, il deprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro, l'arrivo di vini provenienti dal Nuovo Mondo; dall'altro il diverso atteggiamento dei consumatori, che si sono stufati di spendere cifre eccessive per bere una pur buona bottiglia. Il risultato è stato un mix esplosivo che ha lasciato le cantine strapiene e ha fatto salutare a denti stretti l'abbondanza di raccolto per la vendemmia 2004. Siamo di fronte comunque ad una crisi strutturale, che farà cambiare usi e abitudini di chi decide di continuare a consumare buoni vini. La qualità non è più un optional, è diventata la base da cui partire per entrare sul mercato. Gli alti prezzi oggi sono giustificabili per il consumatore solo se accompagnati da una storia aziendale che non conosce ombre e che si prolunga negli anni: è finito il tempo in cui il produttore improvvisato faceva uscire sul mercato il primo vino allo stesso prezzo di quello di colleghi molto più blasonati. La scusa era quella di dover recuperare gli investimenti sostenuti, ma in campo agricolo la logica del "tutto e subito" non ha mai portato a successi duraturi. In questo periodo la fortuna arride al consumatore che si trova a poter disporre di buoni vini ad un ottimo prezzo. E la strada del futuro sembra proprio questa: aumentare la qualità media dei prodotti da uso quotidiano e lasciare l'eccellenza ad un limitato numero di bottiglie, adatte ai palati più esigenti.

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