Vini and Co.
L'idea di Leonardo
Come sarà il futuro del vino?
Ora che il gran baillamme delle manifestazioni del vino è concluso per il 2002, ci si interroga come sarà il futuro. La crisi economica, i venti di guerra, un ripensamento dei consumi, sono tutti aspetti che impensieriscono i produttori di vino italiani. Il trend positivo sembra rallentare, la vendemmia 2002, non certo esaltante, impone un ripensamento anche su quelli che sono i prezzi raggiunti. È chiaro che il consumatore diventa sempre più responsabile, si chiede cioè fino a quanto è giusto spendere per una bottiglia di vino in rapporto alla sua qualità. Il famoso rapporto qualità/prezzo è un fattore valido sino ad un certo punto: ci saranno persone che vorranno spendere di più, se dietro al vino c'è una storia da raccontare. Non costruita ad uso e consumo dei clienti, ma vero, reale, testimone di un lavoro che ha portato a risultati fantastici. Il primo a capire tutto questo, in Italia, è stato Angelo Gaja, che è andato a vendere il proprio vino negli Stati Uniti associandolo a se stesso, alla propria immagine e alla storia della sua famiglia. Una lezione che in molti hanno imparato, se è vero che i viaggi per gli States si sono succeduti negli anni, con tutti i produttori che hanno capito come sia importante esserci. Forse occorre ripartire, nel 2003, proprio da questo: associare al lavoro in cantina, un lavoro di promozione diretta. Lungo, faticoso ma comunque utile per ripartire.