Vini and Co.
L'idea di Leonardo
Aggiudicato!
Quello delle aste di vino è un fenomeno comune nel mondo anglosassone, molto diffuso soprattutto in Inghilterra, dove da parecchi anni ormai vengono regolarmente battuti a suon di sterline lotti di bottiglie più o meno griffate.
C’è chi partecipa per semplice curiosità, chi per passione, chi ancora, e in maniera certo meno poetica, per assicurarsi autentici pezzi da investimento, da rivendere magari dopo qualche tempo a prezzi decisamente più alti. Qualunque sia il motivo, sta di fatto che l’usanza è davvero radicata nella cultura d’oltremanica, come testimonia il numero sempre crescente di curiosi che partecipano a queste gare.
E in Italia invece? C’è da dire anzitutto che, fra le nostre abitudini, mancano quasi completamente eventi di questo tipo. L’unica eccezione è rappresentata dalle aste on line, ad opera peraltro di siti non specializzati nel settore vinicolo, in cui è possibile sì trovare anche bottiglie di un certo valore, ma comunque in maniera discontinua ed abbastanza casuale.
Al di fuori di questi contesti, sono senza dubbio le case d’asta le strutture deputate ad ospitare simili appuntamenti, spesso organizzati per raccolte benefiche di fondi ma ormai non solo. Qualcosa sembra in effetti muoversi in questa direzione, se non altro per una maggiore frequenza con cui le aste sono oggigiorno allestite.
Il tutto, guarda caso, proprio in corrispondenza di costanti aumenti di bottiglie rimaste invendute, fenomeno che riguarda sempre più da vicino anche le nostre case vinicole più blasonate.
Che sia solo una semplice coincidenza?