Vini and Co.

Vini famosi

Brunello

Raccontare che la fama di Montalcino, nel passato, era dovuta al vino bianco, può far sorridere, oggi, ma corrisponde alla realtà. Si trattava del Moscadello un vino dolce ottenuto da uva Moscato, poco alcolico, frizzantino, con il quale era facile allentare la tensione e rassenerare gli animi. Bisogna aspettare l'Ottocento per trovare menzione della parola "Brunello", riferita però all'uva Sangiovese che prendeva questo nome nel territorio ilcinese. Il vino rosso non aveva ancora assunto le caratteristiche che lo contraddistinguono oggi come vino da invecchiamento, di grande corpo e struttura. Si preferiva allora un vino facile, di pronta beva, da non far invecchiare troppo a lungo; si cercava addirittura di "ringiovanirlo" nel gusto, adottando la pratica del "governo",di tradizione chiantigiana, immettendo dopo la fermentazione grappoli fatti appassire a parte per provocare successivamente una rifermentazione. Era l'epoca in cui di vino se ne beveva in abbondanza, sostituiva in molti casi altri alimenti, visto la scarsezza di risorse a disposizione dei contadini dell'epoca.
L'enologia stava solo muovendo i primi passi, ma già si intuiva come si potesse far molto per migliorare la qualità dei vini prodotti. Gli sbagli principali compiuti nei campi riguardavano il tipo di allevamento della vite, coltivata con lo stesso criterio delle piante da frutto e la coltura promiscua, a causa della quale i filari si trovavano mescolati ad altre piante risultando così deboli e poco produttivi. L'"inventore" del Brunello viene da sempre considerato Ferruccio Biondi-Santi al quale va riconosciuto una notevole lungimiranza: intuì per primo, che la grande qualità nel vino, almeno quello prodotto nella zona, potesse ottenersi solamente eliminando le uve bianche dalla sua composizione e valorizzando unicamente il vitigno che dava i migliori risultati, il Sangiovese. Il cambiamento a livello organolettico diventa notevole: il prodotto ottenuto dai vigneti selezionati è di tutt'altra stoffa perché si presenta corposo, robusto, tannico. Diventa indispensabile un soggiorno in legno e poi in bottiglia per ammorbidire e smussare il gusto. Ma per tutto il diciannovesimo secolo e fino a dopo la prima guerra mondiale, il Brunello era conosciuto da una ristretta cerchia di amanti del prodotto : solo qualche migliaio di bottiglie veniva commercializzato anche se, vista la grande accoglienza tributata dai consumatori, i più avveduti coltivatori cominciarono ad aumentare i terreni coltivati a vite. L'entusiasmo dei nuovi produttori deve subire una brusca frenata negli anni Trenta, a causa della malattia della fillossera, e successivamente, lo scoppio della seconda guerra mondiale pone fine a qualunque sogno di riscatto. Si ricomincia negli anni Cinquanta a produrre Brunello, sempre in piccola quantità, anche a causa dei pochi vigneti rimasti in piedi, vecchi e poco produttivi. Ma siamo alle porte del boom economico che scoppierà in Italia negli anni Sessanta e Montalcino diventa una zona vinicola che più di ogni altra si apre ai nuovi vignaioli. Si può far partire da questo la storia moderna del vino Brunello che ha portato ai risultati attuali. Il primo passo può essere considerata l'assegnazione della DOC nel 1966, seguita dalla creazione del Consorzio di produttori nell'anno successivo. Da quella data il Brunello ha avuto una crescita qualitativa e di immagine che non ha conosciuto soste, un'onda lunga che continua imperterrita a salire. Anche gli anni Settanta non hanno fatto altro che rafforzare l'immagine del vino locale nel mondo intero, fino a culminare nel 1980 con l'assegnazione della DOCG, primo vino italiano ad ottenere un simile riconoscimento. Montalcino ha un solo problema, oggi, che è quello del troppo successo: quotazioni altissime dei vini, terreni quasi impossibile da acquistare, visti i costi proibitivi ed un'immagine che è sempre più legata al lusso e al jet-set. Non è un caso se i divi di Hollywood lo considerano il loro vino preferito e, soprattutto, che la denominazione abbia acquisto una propria grande personalità: dire “ti porto una bottiglia di Brunello a cena” equivale oggi alla bottiglia di Champagne del passato. Indipendentemente dal produttore, basta la magica parola “Brunello” a far capire l'importanza del regalo. Sarà per la forte opera promozionale, che si esplica anche in ambiti non strettamente legati al vino, come l'arte e la scrittura, oggi la zona di Montalcino è impegnata in una forte operazione di consolidamento dell'immagine generale del territorio. E ne vale la pena visto che il marchio “Montalcino” è già stato quotato 5 anni fa oltre 500 miliardi di vecchie lire. E in cinque anni le cose sono senz'altro migliorate!

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