Vini and Co.
Corso di degustazione
L'esame visivo
Con l'esame visivo si deve valutare:
La limpidezza: consiste nel valutare la capacità del vino a rifrangere la luce. Un vino non limpido denota errori di lavorazione o una cattiva conservazione della bottiglia.
Il colore: del colore si giudica la vivacità, l'intensità e la tonalità. La prima riguarda la brillantezza del colore, nel secondo caso si giudica invece profondità del colore, infine, con la tonalità si fornisce il nome delle varie sfaccettature di colore presenti.
I termini utilizzati per descrivere i vini bianchi sono: bianco-carta, verde leggero, giallo paglierino-più o meno carico- dorato, ambrato.
I vini rosati si classificano in rosa lieve, chiaretto, cerasuolo.
I rossi hanno una scala che inizia con porpora, cerasuolo, rubino per finire poi con il granato e l' aranciato.
La consistenza: detta anche fluidità, esprime l'anima del vino. Infatti osservando la maniera di scorrere del vino nel bicchiere siamo in grado di stabilire abbastanza precisamente il grado alcolico e il residuo zuccherino presente. Praticamente più il vino risulta denso maggiore sarà la presenza di alcol e di zuccheri.
L'effervescenza: nell'effervescenza si deve stabilire la qualità del perlage (le bollicine!) presenti. Per farlo, occorre giudicare, la durata del perlage, il numero di bollicine e la loro forma.Praticamente più le bollicine sono piccole e durature migliore risulta la qualità.