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La mia cucina Pop

La cucina POP: una storia, la mia. Ci sono approdato dopo tanta strada e non pochi maestri, mescolando il senza fronzoli con il ben fatto, il buono con l’accessibile, l’innovazione con la tradizione. Il tutto attraverso un gioco di squadra fondato sul rispetto per chi lavora in cucina, dal primo all’ultimo, e per chi siede a mangiare, dall’ultimo al primo. Ed è proprio questo gioco di squadra che i miei ragazzi stanno esportando nelle loro nuove esperienze di lavoro. Ed è proprio questa miscela di costanza e rispetto che tutti potrebbero realizzare se solo portassero una visione pop tra i fornelli e sulla tavola.

Per semplificare (e sottolineo semplificare, non banalizzare) come i valori della mia vita si sono intrecciati ai principi della mia cucina, ho sintetizzato la filosofa Pop in dieci pillole. Ciascuna è piccola come un punto e grande come un macigno. Tutte e dieci sono punti fermi sulla strada che mi piace percorrere, quella dove si incrociano costantemente tradizione e innovazione.


1) Bisogna valorizzare l'equilibrio dei contrasti, in cucina e nella vita.


2) In cucina, il design è il contenitore che deve valorizzare il contenuto.


3) Ogni attività deve avere un profitto, ma i prezzi devono essere corretti.


4) Al vino si deve dare la giusta importanza.


5) La curiosità e l'osservazione sono il modo migliore per interpretare le esigenze dell'ospite.


6) Da ogni errore nascono possibilità, basta saperle sfruttare.


7) La priorità, per chi cucina, è l'attenzione al benessere delle persone.


8) Ogni ingrediente, dal più umile al più ricercato, merita lo stesso rispetto.


9) La spesa va fatta sempre a stomaco pieno, per evitare sprechi.

10) Il brand deve essere immediato, facile da ricordare.


Quel che mi piace pensare della mia cucina è che è Pop per tutti e dieci questi motivi… più uno.
È POP perché io l’ho realizzata prima che il bisogno, la necessità, la crisi ci portassero dove siamo oggi.
Quello di cui sono orgoglioso, quando ho creato il D’O nel 2003, con tutto quello che il D’O significa, immaginavo una buona cucina per tutti.
Ma non erano la sfiducia nel futuro e nemmeno la capacità di vedere in anticipo l'attuale crisi che mi hanno fatto pensare a una cucina senza sprechi; sono stati piuttosto i valori con i quali sono cresciuto che mi hanno spinto a fare tutto il possibile, il mio possibile, per evitarla.
Ecco perché per me cucina POP significa per tanti, ma anche di tutti. Nel senso che tutti possono avere il piacere di gustarla, ma dovrebbero avere anche il dovere etico di metterla in pratica. Ciascuno come sa e come può.
Io l’ho faccio al D’O, ogni giorno, con la mia squadra.

Davide Oldani

La mia cucina Pop