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Davide Oldani consolida lo Stile D'O in collaborazione con Schönhuber Franchi

Non c'è nulla al mondo che Davide Oldani non ami di più. La convivialità, il rispetto per la tradizione, il rapporto con le cose semplici. Al contrario. Tutto ciò che contribuisce a rendere la vita più scorrevole ha da sempre sull'individuo e sul professionista Oldani un forte ascendente.
Una "non-filosofia" che si ritrova nei suoi piatti, nel modo di presentarli, nell'accoglienza che si respira entrando in quella che lui si ostina a definire "trattoria", il D'O di Cornaredo.
Uno "stile", appunto, che Oldani ha voluto riproporre anche nel design degli oggetti che compaiono nella mise en place del D'O e che presto anche il grande pubblico avrà la possibilità di esibire sulla propria tavola.

Dall'essere umano Davide nasce, quindi, e si sviluppa l'idea di far uso a tavola di oggetti all'apparenza estremamente lineari ma che malcelano un'attenzione e un'esperienza tutt'altro che superficiale. E che prende forma (passando attraverso il professionista Oldani) grazie alla collaborazione, ormai consolidata, con una delle aziende leader nel settore del design per l'alta cucina e non solo: Schönhuber Franchi, che anche in questa occasione conferma profonda attenzione per l'innovazione e le nuove tendenze estetiche.
Dopo Mom, Dream, Sky e Taste Peak, arrivano Passepartout e Verre D'O.
Passepartout non è solo una posata, ma un modo di intendere la degustazione, la volontà di togliere il superfluo per dedicare più tempo al piacere dato anche
dalla compagnia e non solo dal cibo. Passepartout si fa in tre per regalare tempo e fantasia.
Verre D'O è una possibilità più che un consiglio. Quella di non perdere lo sguardo di chi ci accompagna nel viaggio del pranzo, sia a bicchiere poggiato che mentre si sorseggiano nettari d'uva o perlage d'acqua cristallina.
Ecco la chiave di lettura: avvicinare tra loro i commensali. L'invito al dialogo e alla compartecipazione.
E sono entrambi intuitivi, al limite dell'istintivo. Non c'è nemmeno bisogno di fare le presentazioni. Li si osserva un istante ed è già chiaro in che modo saranno utili.

Ciò che Oldani porta con sé come patrimonio imprescindibile nei piatti che propone -ovvero, la tradizione dello stare bene a tavola, della comodità, della totale assenza di orpelli inefficaci, del costo abbordabile dai più- è trasferito negli arredi della tavola su cui, anche solo simbolicamente, ci ospita.

Ma non finisce qui. Stile D'O prende vie ancora più dirette e penetranti verso la bellezza e il piacere dello stare a tavola. Altri elementi si aggiungeranno

presto a quelli già non di poco conto. E non è escluso che oltre al gusto, al tatto, alla vista, all'udito, Oldani non vada a solleticare anche il senso dell'olfatto. Un indizio: non si tratta di nuove ricette esotiche o recuperate da chissà quale cassetto della Milano provincial-rinascimentale. Ancora oggetti, ancora design da portare in tavola.

Davide Oldani consolida lo Stile D'O in collaborazione con Schönhuber Franchi Davide Oldani

Milano

oldani Davide Oldani, Davide Rampello e Paolo Liguori in un momento
della presentazione alla Triennale

oldani Passepartout

Oldani mise La mise en place