Salute e Benessere

Mangiare consapevole : Le Ricette di MangiareBene


Intolleranza al Lattosio

Intolleranza al Lattosio

“Ho smesso di bere il latte perché mi provocava diarrea”; “Ho tolto latte e formaggi perché ho visto che mi creano gonfiore”; “Da qualche anno ho eliminato tutti i latticini perché mi davano fastidio alla pancia”; “Mio figlio non beve più il latte perché ha avuto problemi”; ”Ho notato che alcuni formaggi mi creano aria”; ”Il latte non riesco più a digerirlo”.
Molte persone, spesso fin da bambini, eliminano del tutto dalla propria alimentazione e per tutta la vita il latte e tutti i suoi derivati (yogurt, burro, panna, ricotta, formaggi freschi e stagionati, latti fermentati) solo perché hanno avuto uno o più episodi di malessere intestinale.
Gonfiore, tensione addominale, flatulenza, meteorismo e diarrea, che compaiono di norma da 30 minuti a 2 ore dopo l’ingestione di alimenti contenenti lattosio, inducono certamente ad ulteriori indagini per stabilire se si soffre di intolleranza al lattosio, uno zucchero contenuto nel latte che, in presenza di una mancanza dell’enzima lattasi, non viene correttamente digerito e viene fermentato dalla flora intestinale provocando gas e diarrea.
In caso di sospetta intolleranza al lattosio, comune in età prescolare-scolare e in età adulta, molto rara nel neonato, sarà il medico a prescrivere il breath test all’idrogeno (o test del respiro), un metodo semplice, rapido, non invasivo e piuttosto specifico.
In caso di intolleranza al lattosio accertata, va ridotto o eliminato del tutto il lattosio introdotto con la dieta. E’ utile stabilire la quantità tollerata facendo delle prove. A volte è sufficiente eliminare latte vaccino, burro, formaggi freschi, formaggi da spalmare, panna e besciamella. Ma spesso vanno tolti anche bevande e alimenti che contengono lattosio e latte come ad esempio pane al latte, focaccia, purea di patate, brioches, gelati, prosciutto cotto, wurstel, bibite contenenti latte e succhi di frutta contenenti lattosio. E’ bene quindi informarsi (esiste ad esempio anche il prosciutto cotto “senza lattosio”) e abituarsi a leggere sempre le etichette controllando la lista degli ingredienti e la presenza della dicitura “senza lattosio”.
Generalmente yogurt, latte delattosato, formaggi stagionati, formaggi a pasta dura come il parmigiano stagionato oltre 36 mesi, latte di soia, latte di riso, tofu, latte di cocco e panna di soia sono ben tollerati.
In caso di soggetti particolarmente sensibili dovranno essere eliminati anche alimenti, bevande, farmaci e integratori alimentari in cui il lattosio è presente in quantità modeste o addirittura in tracce.
In base alle modifiche da apportare alla dieta, sarà opportuno valutare l’apporto di calcio ed eventualmente ricorrere ad integratori.
Si ricorda che l’intolleranza al lattosio si può manifestare anche a causa di una diarrea acuta infettiva, ma in questo caso si tratta di una forma transitoria che regredisce dopo 3-4 mesi.
L’intolleranza al lattosio non va confusa con l’allergia alle proteine del latte vaccino, abbastanza frequente nei primi mesi di vita, che di norma provoca orticaria e/o rush cutanei e che richiede interventi dietetici di altro tipo.
E’ per questi motivi che è sempre utile consultarsi con il proprio medico per evitare di eliminare, senza averne la necessità, del tutto o in parte il latte e i suoi derivati, alimenti preziosi dal punto di vista nutrizionale.