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Gattò di patate
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- Gattò di patate
Uno dei piatti più conosciuti a Napoli è il Gattò di patate, il cui nome deriva dal francese Gateau che significa torta. Indubbiamente la cucina “colta” partenopea ha risentito largamente delle “franceserie” che infuriavano nella vita dei napoletani specialmente durante l’ 800, tanto da far elevare sentite proteste al Robello, che nel suo tomo Costumi ed Usi Napoletani (1850) esclama: “a guardar in Chiaja, a guardar in Toledo, a guardar alla nuova Napoli, a guardar nella vecchia, per tutte le strade dove sono caffè, botteghe, negozi, si è sicuri che la metà delle insegne sono in lingua francese. Ad ogni passo tu leggerai: bandagiste, coiffeur, parfumeur, tailleur, boulanger, boittier, cordonnier, chocolatier, ecc. Persino ad un pizzicarolo è saltato il grillo di porre nella sua insegna charcuterie; e per certo non v’è nessuno di quelli che sogliono comperare la charcuterie che sappia cosa diavolo voglia dire quella parolona così barbara”.
Del resto l’ottimo napoletanista Renato De Falco racconta che l’abusata parola “zoza”, adoperata dai napoletani per indicare una pietanza cattiva, malriuscita, deriva dalla parola francese “sauce”. I napoletani bollarono subito la pesantezza delle salse d’oltralpe, dovuta all’eccessiva presenza di burro e creme.