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Quisquilie & pinzillacchere : Le Ricette di MangiareBene
Carciofi a modo mio
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- Carciofi a modo mio
Carlo ed io abbiamo trascorso gran parte della nostra vita di lavoro (e non solo di lavoro) insieme, ed entrambi per la prima volta fummo destinati con un incarico negli Stati Uniti. Eravamo agli albori della nostra carriera per cui ci fu concesso un modesto Motel dove alloggiare durante la nostra missione. La località era fuori da grandi centri e durante la settimana, dopo il lavoro c’era poco da fare. Visitammo un grande ipermercato, che ci abbagliò per la quantità di prodotti esposti e soprattutto per la loro scintillante presentazione. Decidemmo così di impiegare le ore di riposo tentando di cucinare, anche perché stanchi dei pasti di classica marca americana. Che facciamo? disse Carlo, ed io, affascinato da giganteschi, lucidissimi carciofi, proposi di cimentarmi con quelli alla Giudìa, che avevo gustato da Piperno, rinomato ristorante romano, il giorno prima di partire.
I carciofi acquistati provenivano da una località californiana chiamata Artichoke Land, ovviamente, e si presentavano di dimensioni gigantesche. Furono pertanto ridotti parecchio asportando molte delle foglie esterne particolarmente dure. In seguito, forte delle sommarie istruzioni impartitemi da un compiacente cameriere di Piperno, afferrai ciascun carciofo dal gambo tra l’indice e il medio e iniziai a sbatterlo sul marmo della cucina per aprirlo e schiacciarlo il più possibile. A tre alla volta, date le loro ancora abnormi dimensioni, li gettai nella padella con olio bollente.
Se non ché quei carciofi dovevano essere gonfi d’acqua, perché iniziarono a formare un densa schiuma che andava sempre più aumentando fino a tracimare dalla padella, invadendo la cucina e rovesciandosi sulla moquette, mentre cercavo in tutti i modi di arrestare quel fiume invadente saltellando disperato dappertutto.
Carlo sghignazzava senza pietà ed esclamò: Mi pari Escoffier!
Questo fu l’inizio delle mie esperienze culinarie.