Le Marinate
Il libro è servito : Le Ricette di MangiareBene
La cucina di casa mia
Zenone Benini
La cucina di casa mia
Guido Tommasi Editore, 2008
420 pagine
25 euro
C’è lo zampino di Marina Malvezzi dietro la pubblicazione di La cucina di casa mia, enciclopedia dotta e spensierata della gastronomia borghese toscana, quella dei focolari tradizionali delle famiglie agiate come i Benini, per intenderci. Perché lo Zenone scritto in alto sulla copertina non è stato un personaggio qualsiasi: nato nel 1902 a Campiglia Marittima e laureato in matematica, fu amministratore della principale industria toscana, la fonderia Pignone, allora proprietà di famiglia, ministro dei lavori pubblici e galeotto con Ciano nel Carcere degli Scalzi. Una vita avventurosa e anche tragica, da cui ha trovato sollievo allacciando il fazzoletto a tavola e poi sollevando la penna dal calamaio, con quel venticello di filosofia che forse deve all’omonimia col presocratico.
Esilarante il preambolo: escluso dai riti di caccia, in preda all’horror vacui settembrino, il nostro non trova di meglio che sedersi a scrivere un libro. “C’era tutto per farlo: la scrivania, l’autore, la carta e la penna”. Insomma tutto tranne un tema... Mumble mumble, pensa e ripensa, ed ecco che per omaggiare l’amore (i francesi non dicono forse l’amour c’est une question d’estomac?) e la bellezza del creato, decide di rivolgersi alla sua Tata (scritto con la t maiuscola), colei che da trent’anni sostenta lui e i suoi figli, per farsene scrivano.
Datato 1958, il libro rappresenta una fonte grezza e attendibile su quel che fosse davvero la toscanità a tavola prima dell’alluvione turistica; 7 i capitoli, dalle salse ai pospasti, per un totale di 425 ricette, 5 delle quali sono segnalate con il punteggio di 3 cerchietti quali greatest hits da non mancare. Trattasi di ceche, stracotto alla fiorentina, trippa alla fiorentina, vitella in casseruola e zuppa di fagioli. Di che anticipare di un mezzo secolo slow food e lo sdoganamento delle osterie, con relativa cucina femminile e plebea.
Per evocare nel lettore un sentimento oleografico di nostalgia, Guido Tommasi si è mantenuto fedele all’edizione originale, presentata nelle vesti di un dattiloscritto, con le illustrazioni affettuose di Anna Ricceri Guicciardini Corsi Salviati.
Alessandra Meldolesi