Le Marinate

Il libro è servito : Le Ricette di MangiareBene

La Cucina Aristocratica Napoletana

Franco Santasilia di Torpino

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La Cucina Aristocratica Napoletana

Ecco un discreto omaggio alla tradizione culinaria napoletana grazie all’opera di questo ingegnere nucleare di nobile stirpe: munitevi di pasta di semola e conserva di pomodoro e sperimenterete con noi delle ricette mediterranee ma allo stesso tempo originali e desuete.

Iniziamo con i Raviolini Sole di Napoli (a ben vedere, una delle poche ricette senza pomodori e spaghetti…), un riuscito gemellaggio tra una specialità emiliana e la tipica salsa genovese: tirate la classica sfoglia impastando uova e farina; in una padella coperta fate cuocere a fuoco medio le cipolle, il brodo di carne, un cucchiaino di polvere di curry, 25 grammi di burro e le carotine grattugiate, fino a totale evaporazione del brodo. Passate al passaverdura le cipolle e le carote cotte e rimettetele in padella, aggiungete poi il vino e fate colorare a fuoco lento: raggiunta una consistenza cremosa, amalgamate con il parmigiano e fate raffreddare. Formate con la sfoglia i raviolini e riempiteli con il composto di cipolle; cuocete in acqua salata, scolate e servite i ravioli conditi con burro e salvia.

E continuiamo con la Pizza alla Campofranco: preparate la salsa di pomodoro facendo cuocere uno spicchio d’aglio nell’olio e aggiungendo i pelati solo quando l’olio si è raffreddato; completate con le foglie di basilico e il sale e lasciate cuocere a lungo, fino a che l’olio si separerà nettamente dal pomodoro. Preparate intanto la pizza, sciogliendo il lievito nel latte tiepido e impastandolo con un po’ di farina: lasciate lievitare il panetto, fino a quasi triplicare il suo volume. Disponete 500 grammi di farina in una fondina e mescolate con 3 uova intere, del sale e 1/2 bicchiere di latte; aggiungete poco alla volta 150 grammi di burro fuso e lavorate l’impasto per circa 1/2 ora, sistemate infine l’impasto in una teglia infarinata. Introducete all’interno dell’impasto pezzetti di prosciutto cotto e mozzarella, facendo attenzione a richiudere i fori: l’impasto così completato va fatto riposare, coperto da un panno, per altre 2-3 ore. Poco prima di infornare, coprite la superficie della pizza con fette di mozzarella e completate versandovi la salsa di pomodoro; infornate a 180° fino a cottura della pizza.

Insomma, soltanto un assaggio di questo libro, ricercato nella grafica ma certamente pratico nei consigli di realizzazione.

Un ultimo consiglio di lettura: se come me, vi state chiedendo chi siano tutti questi Monzù citati nei titoli delle ricette, sappiate che il termine deriva dal francese Monsieur e stava ad indicare il cuoco di famiglia, depositario dei segreti delle antiche cucine aristocratiche napoletane.