Le Marinate

Il libro è servito

Avanzi di galera, Le ricette della cucina in carcere.

Introduzione di Renato Vallanzasca.
www.ildue.it a cura di Emilia Patruno

Guido Tommasi Editore, 2005
€ 13,00.

Oltre al premio Cenacolo 2004 vince nel mese di Luglio 2006 la V edizione del premio di Letteratura Enogastronomica di Minori (Sa)

Non ho problemi a raccontarvi che è uno dei migliori prodotti editoriali che mi sia capitato tra le mani negli ultimi tempi: testimonianze rivelatorie di un mondo ai più sconosciuto, grafica piacevole, usabilità agevole.
Vi ricordate quel programma televiso in cui una Daria Bignardi pre-GrandeFratello, entrava nelle carceri italiane alla scoperta della vita quotidinana in cattività? Beh, qui il principio è lo stesso, ma con un occhio di riguardo al cibo, alla sbobba, al rancio, al carrello…
Perché a San Vittore non è come nei film americani, non c’è una mensa comune: in carcere si mangia chiusi in cella, con orari da ospedale (alle 11,30 e alle 17,30). Se va bene si è in quattro, se va male in 6, 8 e così via. Il fornello è a 30 cm dal bagno alla turca, i coltelli non esistono, funghi vietati, alcolici neanche a parlarne.
In carcere, chi ha qualcuno che glielo manda, mangia dal “pacco”, per gli altri c’è il “carrello”.Cooperativa Il Due
Oppure quello che ci si cucina: in carcere si recupera, si inventa, ci si arrangia, ed ecco allora qualche suggerimento da chi di tempo ne ha davvero tanto per dedicarsi ai fornelli…

Polpette di pane alla umile
Per la preparazione di questo piatto bisogna innanzi tutto conservare il pane del giorno precedente, mezzo litro di latte a lunga o breve conservazione, una patata, del formaggio grattugiato, qualche uova, due o tre acciughe, aglio prezzemolo, sale, pepe, un paio di barattoli di polpa pronta a pezzi da mezzo chilo ciascuna, una cipolla, del pane grattugiato e dell'olio di semi.
Quasi tutti gli ingredienti vengono passati dalla "casanza", ma in caso vi mancasse qualcosa domandate pure a qualche vostro compagno, non penso vi negherà l'indispensabile.
Mettete il pane raffermo (quattro o cinque panini) nel latte per qualche minuto, fatelo diventare una poltiglia, quindi scolate più latte possibile.
Tritate due spicchi di aglio con abbondante prezzemolo e le acciughe.
Fate bollire la patata e passatela con un bicchiere attraverso lo scolapasta, dato che il passaverdura non è a disposizione di tutti.
Fate un impasto del pane con la patata e il tritato, aggiungete tre tuorli d'uovo e un albume, del formaggio grattugiato abbondante, sale e pepe a piacere. Se l'impasto è troppo morbido mettete del pane grattugiato (non troppo).
Preparate le polpette rotonde, o rotonde e schiacciate, come vi aggrada, e passatele nel pane grattugiato. Nel frattempo fate andare l'olio di semi in una padella e quando avrà raggiunto la temperatura di frittura ponetevi dentro le polpette fino a raggiungere il classico colore dorato, quindi ponetele in un piatto con della carta che assorba l'olio.
Mettete a rosolare la cipolla tagliata a strisce e versatevi sopra il contenuto dei barattoli di polpa pronta. In uno dei due barattoli riempitelo per la metà di acqua e passatelo nell'altro in modo di non perdere neppure una parte della polpa contenuta, aggiungete un po' di sale e ponete nel sugo le polpette facendole andare a fuoco lento per quaranta minuti.
Le polpette sono pronte ed eventualmente con il sugo si potranno condire due spaghetti cotti al dente.

Avanzi di galera, Le ricette della cucina in carcere.

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