Le Marinate

Il libro è servito

6, Autoritratto della Cucina Italiana d'Avanguardia

Alessandra Meldolesi e Bob Noto
Cucina e Vini Editore
70 Euro

Questa non sarà una recensione, ma un racconto. La storia di come è nato un libro che considero per tanti versi speciale, e non certo perché sono stata io a scriverlo.
È speciale in primo luogo perché raccoglie le forze di 6 punte, anche se i goal in realtà sono 60, come le ricette del volume. Sono i 6 cuochi leader dell’innovazione gastronomica in Italia: Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Paolo Lopriore e Davide Scabin. Nomi che parlano da soli e che non si concedono facilmente.
In secondo luogo è speciale perché sfugge agli schemi. Riunire tante menti è il sogno di qualsiasi food writer, ma ordinare il discorso come l’ennesima serie di monografie sarebbe stato triste e banale: introduzione, foto, ricetta- quante volte abbiamo lamentato questa frusta coazione? Abbiamo quindi optato per una serie di punti tematici, in modo che il soggetto reale fosse il movimento, con il suo continuo rimescolamento di carte, non certo la presentazione in fila indiana dei suoi illustrissimi esponenti.
E speciali sono anche i nostri punti: 60 diviso 6 ovvero 10, avete fatto bene i vostri conti. Un decalogo che spontaneamente ha assunto la forma di un piccolo manifesto della cucina d’avanguardia, ispirato a criteri che vanno rabdomando qua e là. Zigzagano fra ironia e food design, citazioni dotte e paste postmoderne, dessert provocatori e ardite rivisitazioni: 10 motivi ispiratori della creatività più sfrenata.
Non si tratta infatti di un libro di ricette, presenti sì ma alla fine del volume, come una sorta di appendice; quanto piuttosto di una messa in scena di piatti: le belle foto di Bob Noto e le belle parola di commento dei cuochi, a illustrare il punto di incastro fra la tematica generale e l’interpretazione pratica del tema. “Già, cosa rappresenta l’ironia nei miei piatti?”, si chiedono a turno i magnifici 6 davanti a Magnum di foie gras e scatolette d’élite, lenti a contatto al caffè e pescetti fritti in rapida fuga, bis di primi “all’italiana” e sovversivi omaggi a zio Sam, che inclinano a un umorismo un po’ noir.
Due sezioni, dicevamo, perché la seconda parte articola le ricette per chef, dopo un breve ritratto personale. Le suggestioni si riaggregano attorno alla figura dell’autore, mentre il lettore, indossato il grembiule, può verificare la transitività fra l’idea culinaria e la sapida prassi.
Insomma è un libro speciale perché ci è cresciuto da solo fra le mani come una rosa, selvatico, libero e spontaneo. Due le prefazioni, a firma di Gualtiero Marchesi e Paolo Marchi. Mai abbastanza encomiato l’editore Gianfilippo Coletta, che ha lasciato liberi di aggregarsi sulla pagina i fermenti di 6 creatività e gli umori che fuoriescono dalle casseruole d’avanguardia.

6, Autoritratto della Cucina Italiana d’Avanguardia