Le Marinate

Il libro è servito

È l'ora del tè - I segreti della bevanda più diffusa al mondo dopo l'acqua

Carla Massi

Guido Tommasi Editore, 2005
€ 15,00

Tè, per gli italiani, vuol dire mal di pancia e dolori di stomaco. Nelle cucine viene tirato fuori dalle credenze, sempre in bustine e sbiadito come un cencio, solo quando qualcuno sta male o deve rimettersi da un’abbuffata. Il tè del pomeriggio, invece, in un’immagine più romantica, si abbina alle signore e al loro gioco di carte, ai convenevoli di un triste salotto polveroso. Da noi, parlare di tè come di una carica di emozioni, di sapori, odori e piaceri inesplorati appare ancora un azzardo. Da qui, l’idea di questo libro. O meglio, un manuale per avvicinarsi senza pregiudizi alla bevanda più amata e più apprezzata al mondo dopo l’acqua.
Il desiderio è quello di far entrare le miscele nelle cucine di casa, nei salotti ma anche negli uffici. E' far scoprire il gusto di un tè con gli amici, da soli, al mattino per cominciare la giornata, la sera per dirsi buona notte. E' spalancare l’orizzonte sull’intero mondo della gourmandise abbinata al tè: il salmone affumicato con un cinese Lapsang Souchong, i formaggi caprini con dei verdi asciutti, il pesce con gli infusi giapponesi. E' divertirsi, pur nel rispetto dell’ortodossia e della cerimonia, a navigare tra i sapori, tra i “matrimoni” delle miscele e dei piatti, tra i poteri e gli effetti segreti di alcuni tè. Anche suggestioni afrodisiache.
Chi scrive non beve caffè, non per scelta ma solo per questioni di gusto. Vita dura. Guardata con sospetto e con un senso di compatimento (“Sapessi che ti perdi a non prendere caffè…”) è riuscita a “contagiare” gli amici, i colleghi di lavoro, i vicini di casa. Preparando tazze fumanti, proponendo dolci e biscotti, offrendo tè freddi e regalando ricette irresistibili rubate nel mondo intero. Dalle tende del deserto, alle maestre del tè, alle signore inglesi che si scambiano segreti via e-mail, alla sublimazione del dolce francese da affiancare a un nero indiano come ad un verde cinese. Infine, il sogno di una sera al tè bianco.
“Beviamo tè perché purifica il corpo e lo spirito. Inoltre permette di non sentire i rumori del mondo” Sun Yao Tai, monaco buddista cinese del VII secolo.
Carla Massi, giornalista scientifica del Messaggero di Roma è sommelier di tè. Ha iniziato a collezionare e confrontare le miscele fin dall’adolescenza. Quando veniva scambiata per un marziano perché non amava il caffè. E, mentre tutti buttavano giù espressi su espressi lei tirava fuori dalla borsa un sacchettino di foglie e lo immergeva in una teiera d’acqua bollente. Oggi, dove è lei c’è una tazza fumante.

È l’ora del tè - I segreti della bevanda più diffusa al mondo dopo l’acqua