Le Marinate

Latte di gallina

Bere il bicchiere della staffa

Si tira tardi la sera con un gruppo di amici e non si vorrebbe mai andar via, si sta cosí bene insieme… Fino a che qualcuno propone di bere il bicchiere della staffa, cioè l’ultimo goccetto prima di tornarsene a casa. E’ il bicchiere che i romantici dell’ottocento bevevano prima di congedarsi, quando stavano per salire a cavallo e avevano già un piede sulla staffa, o quasi.
E già che stiamo parlando di bicchieri, non ha certo il senso dell’equilibrio di chi è capace di bere con un piede sulla staffa chi invece affoga in un bicchier d’acqua. L’insicurezza umana, capace di mandare il tilt una persona davanti ad una piccola difficoltà, arriva al nostro linguaggio quotidiano attraverso un proverbio yiddish, che afferma categoricamente che “Se il destino di un uomo è annegare, annegherà anche in un bicchier d’acqua”. Un po’ pessimista la cosa, ma quasi peggio per i francesi, ai quali per annegare basta una goccia (“se noyer dans une goutte d’eau”); gli spagnoli invece, come noi, preferiscono il bicchiere (“ahogarse en un vaso de agua”); i tedeschi sono un po’ più coraggiosi, annegano in una vasca da bagno (“in einer badewanne ertrinken”), mentre gli inglesi battono il record, possono annegare nella propria saliva (“to get drowned in one’s own spittle”).
E per concludere con l’acqua, spesso si fa molto rumore per nulla, come una tempesta in un bicchier d’acqua, espressione iperbolica già utilizzata nell’antica Roma, sia nella poesia che nella prosa.

Bere il bicchiere della staffa

scilla Stretto di Messina con Scilla e Cariddi, ignoto fiammingo, 1686