Le Marinate
Latte di gallina
Acquolina in bocca
Far venire, sentirsi venire o avere l’acquolina in bocca è un’espressione che nulla ha a che vedere con acqua in bocca.
Provare grande attrazione o addirittura desiderio smodato alla vista o al pensiero di un cibo (ma non solo di un cibo) è una sensazione che molte lingue europee hanno plasmato nel linguaggio in modo similare:
in francese, faire venir l’eau à la bouche (o la forma più colloquiale, s’en lécher les babines, letteralmente “leccarsi il labbro cascante”);
in spagnolo, hacérsele a alguien la boca agua (colloquiale: hacerse agua los dientes, cioè i denti stessi diventano acqua);
l’inglese to make one’s mouth water;
il tedesco einen den mund wässerig machen; e cosí via…
Il motivo per cui la stessa espressione è comune a varie lingue si deve alla sua origine latina.
Quidquid ad salivam facit, “tutto ciò che fa venire la saliva” è un’espressione di Petronio (48, 2), che è il primo a collegare la produzione di saliva in bocca a un cibo allettante.
Altri autori latini riprenderanno poi la stessa espressione in contesti diversi e in modo metaforico.
Seneca (Ep.79, 7) dirà Aetna… saliva movet, “l’Etna muove la saliva” (perché la sua vista è cosí bella che fa venir voglia di poetare); Persio (5, 112) parla di saliva Mercurialis, cioè il desiderio del guadagno, giacché Mercurio è il dio dei commerci.
La saliva insomma è simbolo di desiderio in generale, non solo di brama di cibo.