Le Marinate

Latte di gallina

Acqua in bocca!

Quella di saper star zitto è una grandissima virtù. Facile a dirsi, difficilissimo da metter in pratica. In Spagna si dice che quando uno sta zitto diventa perfino più bello; sono giunta a credere che sia vero, anche solo per il fatto che una bocca spalancata è meno estetica di una bocca chiusa. Ma perché in italiano si associano l’acqua e la bocca ad un’esortazione al silenzio?

Gazzetta Veneta di Gaspare Gozzi, 1760

Quasi certamente l’espressione esisteva anche prima dell’aneddoto che qui riporto, ma Gaspare Gozzi scriveva nel 1760 nella Gazzetta Veneta:

“Si narra che una femminetta, molto dedita alla maldicenza, ma del resto molto devota, pregasse spesso il suo confessore a prestarle un rimedio contro quel peccato. Il confessore insinuava conforti e preci, ma inutilmente. Un bel giorno diede alla donna una boccetta d’acqua del pozzo dicendole che la tenesse sempre presso di sé e quando si sentiva la voglia di mormorare ne mettesse alcune goccie in bocca e ve le tenesse ben chiuse finché non fosse passata la tentazione.
La donna fece, e negli atti ripetuti trovó vantaggio, che alla fine si liberò dal vizio dominante, e come che fosse femmina di poca levatura tenne poi quell’acqua per miracolosa”.


Ho già un paio di candidati alla boccetta d’acqua portatile da raccomandare a qualche confessore.

Acqua in bocca!