Le Marinate

Sapori d’avventura

Party… tu, che arrivo anch'io



Finalmente fa caldo e se si ha la fortuna di avere un terrazzo (ma va benissimo anche un monolocale: è lo spirito che conta), è arrivato il momento di organizzare dei party.
Non parlo di “Fate un salto da me e stappiamo una bottiglia”, nossignori: ogni tanto è divertente fare le cose per benino e organizzare con prussiana, militaresca precisione una serata veramente speciale. “Party!” è la parola d’ordine. Non “aperitivo”, non “cena”, tanto meno “dopo cena” (ma chi l’ha inventato questo strano ibrido, non definito né definibile?), ma “Party, party, party!”.

Un party ben riuscito è quello dove gli ospiti si mescolano fluidamente, spostandosi con leggerezza da un gruppo a un altro, facendo nuove conoscenze e, se la serata è buona, flirtando con qualcuno. Bisogna studiare ogni dettaglio: il posto (ovviamente, la casa va un po’ risistemata), la musica e soprattutto il “da bere e da mangiare”.
La casa deve essere riorganizzata in modo tale che ci sia spazio per circolare ma che ci siano anche degli “angoli relax”. Molte candele di forma e dimensione diversa “fanno” atmosfera, tre lumicini “fanno” angolo votivo. Se siete a corto di soldi (come spesso il sottoscritto), Santa Ikea vi farà la grazia. Troverete molti tipi di candele e lumini a prezzi accettabili.
Per quanto riguarda la musica non ho molto da suggerire: se a metà serata nessuno ancora balla, avete sicuramente sbagliato colonna sonora. Affidatevi a un amico che vi prepari delle compilation di musica divertente. Non è questa la serata per intrattenere i vostri ospiti con i mottetti di Bach: nella mia esperienza, è il sano pop quello che va di più. Personalmente: Abba, Madonna, Michael Jackson, Gloria Gaynor, Donna Summer e, ovviamente, Village People.

Party, come organizzarli

Per il bere: tanto e di tutti i tipi. Non dimenticatevi di farvi una scorta di ghiaccio: compratene dei sacchetti al supermercato e conservateli in freezer.
Per mangiare: canapè, canapè e ancora canapè. Una festa senza canapè è come il Natale senza il panettone – impensabile. Lo scanzonato “divertiamoci!”, di cui un buon party dovrebbe essere pervaso, deve ritrovarsi anche nella proposta mangereccia. Tutto quel repertorio di stuzzichini e frivolezze, minuscoli, sfiziosi, colorati che per comodità d’esposizione raggruppo sotto il termine generale di “canapè”, è ideale. Non è un mangiare serio, né pretende di esserlo: stuzzica, incuriosisce, soddisfa la gola, è sfacciatamente ammiccante e anche un po’ kitch.

Le feste “piattate”, quelle dove, armati di piatto, bisogna fare la fila al buffet, sono una gran bufala.
Fase 1: ci si fionda al buffet e si sgomita educatamente. All’inizio, si tenta di essere accorti, cercando di tenere separate le varie proposte gastronomiche, ben presto si diventa pigri e, senza ritegno, si mescola, si ammonticchia e si stratifica. L’insalata di pasta finisce con l’insalata russa, le milanesine con il sushi.
Fase 2: ci si guarda attorno con ansia, cercando un angolino in cui consumare il nostro bottino.
Questo non è il genere di festa a cui mi piace andare e che voglio organizzare. Addio movimenti fluidi, addio leggerezza e eleganza, addio sguardi flirtanti. Abbarbicati alla bell’e meglio su un qualche sgabello improvvisato, il piatto in bilico sulle ginocchia, il bicchiere dimenticato chissà dove, sforzandosi di non maledire a voce alta chi abbia inventato quelle “utilissime” forchette di plastica, ci chiediamo “Cosa ho fatto per meritarmi questo?”.

Un party nonè una cena. Questo dovrebbe essere chiaro sia all’ospite–padrone di casa (host, per dirla all’americana) sia agli ospiti–invitati (guest). A una cena si sta comodamente seduti attorno ad un tavolo, apparecchiato con gusto con posate di acciaio, piatti di porcellana e bicchieri di cristallo, amabilmente conversando con gli altri invitati: 6, il numero ideale. Il menu si snoda razionalmente attraverso una serie limitata di portate e “old blu eyes” canticchia discretamente in sottofondo. A un party invece, si “circola”, si parla con questo e con quella, si balla, si bevono cocktail dai nomi deliziosamente idioti (ahi, ahi la testa, l’indomani) e si mangiucchiano tante cosine appetitose.
Con un po’ di organizzazione, un party casalingo non è difficile. È fondamentale che gli stuzzichini siano veramente piccoli e possibilmente non molto “sbrodolosi”: non ci sarà bisogno di piatti ma solamente di tovagliolini di carta.

Alcune idee

Crostini di pane (che potete preparare con largo anticipo e surgelare) e patè & Co. (anche queste spume, mousse o creme che dir si voglia possono stare in frigo per parecchi giorni). Collocate crostini e “spalmamenti” vari sul tavolo: ogni ospite si preparerà il suo crostino. Semplice, ma molto apprezzata è la spuma di mortadella e ricotta (pochissima), con cetriolini tritati molto finemente, per creare un piacevole contrasto di sapori.
Molto buone sono le noci (quelle già sgusciate che si comprano al supermercato), tostate e spalmate con gorgonzola ammorbidito e le barchette (o meglio dei bocconcini) di zucchine (appena bollite, ma ancora croccanti), con un ripieno di feta sbriciolata, menta tritata e succo di limone.
Non dovrebbero mancare fette (spellate) di salame, tarallini al finocchio, olive condite, mandorle fritte (cosparse di sale e paprika), pomodorini, ravanelli, bastoncini di sedano ben freddo (che avrete avuto l’accortezza di pelare per toglierli le “stringhe”).
E ancora: mini spiedini di provolone, basilico e pomodorini, di wurstel, peperoni rossi freschi e olive verdi; cubetti di frittata, mini polpettine e arancini di riso.
Bistecche grigliate, raffreddate, tagliate a striscioline sottilissime, marinate in olio e limone, e arrotololate. Bocconcini grigliati di tonno fresco, sormontati da una punta di salsa verde.
Rollini di melanzane grigliate con un ripieno di caprino e pomodori secchi, di bresaola, e rucola, di speck (spalmato con un velo di senape) e punte di asparagi ecc.
Per dessert, dei biscotti secchi tipo petit beurre con mascarpone e una mezza fragola, oppure con mascarpone e un po’ di marmellata o con lemon curd e scaglie di mandorle. Oppure ancora petit beurre, spalmati con petit swiss ammorbidito e fettine di pesche o albicocche sciroppate. Delle mini pavlove con lamponi e panna montata o con crema di marroni e cioccolata (la vendono già fatta al supermercato) e panna. Oppure quadrotti di browny al cioccolato, spolverizzati di cacao e sormontati da un po’ di panna montata, non zuccherata.
Un idea molto chic poi è di preparare una qualche mousse – bavarese – crema dolce e servirla in tazzine bianche da caffè, con biscottini a lato. Questo però, lo ammetto, richiede più lavoro sia prima sia dopo (bisogna lavare tutte quelle tazzine!).
Insomma, basta usare la fantasia.

party1 Let's party!

party Gli Abba

party2 Bocconcini vegetariani

party3 Bocconcini di uova di salmone

party3 Sandwiches alla caprese

party4 Bocconcini al caviale

party5 Bocconcini ai petali di rosa e uova di lompo

party7 Mousse di cetriolo

party8 Mousse di uva