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Sapori d’avventura
Il mio Natale ideale
Le Ricette
Ci risiamo, è Natale, quasi. Puntualmente, torneremo a sfruculiarci con le solite domande, ogni anno più uggiose e rituali: “Regali sì, regali no?”, “Natale in famiglia oppure, fregarsene e stare da soli con un bel libro e una bottiglia di vino?”, “Cenone o una cosa più dimessa?”.
Sondo in giro e mi accorgo che moltissimi hanno di questi pensieri.
Alla fine, i regali, ancorché limitati, si faranno, il Natale sarà “in famiglia”, e sì, sarà “cenone” e non “cena” (o “pranzone”, a seconda della latitudine).
Eppure l’insofferenza verso questo simulacro di festività mi sembra quasi tangibile. Per moltissimi il Natale è diventata un’occasione opaca e dal significato incerto. La avviciniamo con apprensione, la viviamo con poca serenità e soltanto una volta doppiata la boa dell’Epifania, la metabolizziamo coll’immancabile “anche quest’anno è passata”.
La tavola natalizia tradizionale può diventare uno dei simboli più evidenti di questa dimensione vagamente angosciosa del periodo.
Ci si lancia in menù elaborati o eccessivi, spesso su incitazione di chi poi dai fornelli starà alla larga, molto alla larga; si cucina per un numero spropositato di persone, si arriva stremati e inappetenti alla meta; finalmente seduti (ma ci si siede?), si piluccano appena i risultati di giorni di fatica ai fornelli e al supermercato (come dimenticare quelle code deliranti?) e si è quasi di cattivo umore.
A me verrebbe voglia di mandare al diavolo patè, insalata russa, brodo per i tortellini, tacchinella da riempire, capitone, struffoli & Co.
Mi auguro un giorno di ribellarmi e di celebrare il Natale in modo diverso: una piccola cena tra amici o pochissimi famigliari, che rispecchi veramente i miei gusti e i miei sentimenti.
Una cena raccolta, poco rumorosa, un disco di Paolo Conte in sottofondo, le candele e il camino accesso.
Ma celebrare che cosa poi? Forse, la bellezza della vita, nonostante tutti i problemi, gli affetti veri e profondi e la nostra umanità, la capacità che abbiamo di generare amore.