Le Marinate
Sapori d’avventura
Dubito ergo sum
Le Ricette
Le uova sono fra gli alimenti più controversi: fanno male, fanno bene, sono a rischio, non sono a rischio ecc… In generale, nel campo dell’alimentazione e della produzione degli alimenti c’è ancora poca informazione chiara e facilmente accessibile: i consumatori sono lasciati allo sbando, mi sembra.
Se gli aiuti sono pochi, bisogna allora ingegnarsi e fare da sé. In parte è già abbastanza leggere le etichette: non che queste siano “trasparenti”, ma, quanto meno, leggendole con la giusta disposizione mentale, possono instillarci dubbi e il dubbio è un potentissimo stimolo alla conoscenza. “What do you mean, Stefano?”, cosa vuoi dire, mi chiedevano spesso i miei professori inglesi, all’università. Con il tipico atteggiamento investigativo anglosassone, mi rivolgevano ripetutamente quella domanda e ad ogni mia risposta, spesso, me la riproponevano: “cosa vuoi dire?”. Mi invitavano ad andare “oltre”, a non accontentarmi della prima risposta. È un habitus mentale stancante a volte, ma dà buoni frutti.
La prossima volta che allungate il braccio per mettere nel vostro carrello una confezione di uova, fermatevi a leggere cosa viene riportato: cosa si intende veramente per “uova fresche”? Da dove provengono quelle uova fresche?: da galline allevate in gabbia, a terra, all’aperto o biologiche? Se avete la possibilità, a casa concedetevi del tempo per navigare la rete, ad esempio, e tentare di capire a quali realtà si riferiscano quelle parole. Nell’asettica e plasticosa realtà dei supermercati, la dicitura “uova da allevamento in gabbie”, ad esempio, potrebbe quasi sembrare innocua. Vi invito ad andare a scoprire cosa si cela dietro quella descrizione: cambierete idea su quelle uova, forse, nonostante il loro incoraggiante prezzo più basso. Niente è gratis e ogni cosa ha un suo prezzo, materiale e morale.
Io da anni compro solo uova biologiche. Mi sono informato e ho fatto delle scelte: ritengo che siano le sole che, per il mio modo di pensare, valga la pena mangiare. Non sono necessariamente più buone al gusto (nessun alimento biologico è intrinsecamente più buono), ma sono più buone da un punto di vista etico: i principi dell’agricoltura biologica impongono che gli animali siano allevati e trattati secondo pratiche non crudeli e di cui non ci si debba vergognare. Ovviamente le truffe accadono anche nel “biologico”, ma ciò non può portare a diffidare dell’intero sistema in toto: il cinismo e lo scetticismo ad oltranza non sono costruttivi. Spesso, le uova biologiche costano un po’ di più, è vero: ma molto meno di quanto non possiate immaginare, in coscienza.
Io mi sono posto “il problema uova” perché le amo: sono versatili e buone. Quando ho quella fame perentoria “hic et nunc”, non mi faccio due spaghetti: mi faccio un’omelette o due uova fritte.
Questo mio delle uova è solo un esempio: lo stesso approccio può applicarsi a molti altri prodotti che diamo per scontati.
Non si richiede ovviamente di diventare ogni volta un Sherlock Holmes della spesa (io non lo faccio), ma quanto meno, ripeto, di porsi delle domande: è un buon inizio per diventare più consapevoli, cioè più responsabili. Dubitiamo, gente, dubitiamo.