Le Marinate
Sapori d’avventura
Cip cip
Vieni, vieni, carino. Godiamo,E cantiamo e balliamo e suoniamo!
Che piacer, che piacer che sarà!
(Don Giovanni, Mozart/Da Ponte)
Le Ricette
Già da settimane, al tramonto, camminando verso casa, nel mezzo del traffico milanese, improvviso e quasi assordante tutto uno sfringuellare argentino di uccelletti, un trillare di ottavini pennuti. Alzo lo sguardo: da dove arriva questa caciara e cosa si staranno dicendo? Si stanno facendo quattro risate alla faccia nostra o stanno litigando per chi debba sloggiare dal quel bel ramo in alto con vista sui fili del tram e doppia esposizione?
Ho iniziato allora a fare più attenzione: la magnolia dell’ufficio è una cascata di fiori profumati e nei giardinetti sotto casa, i ciliegi assomigliano a dei piumini da cipria frou-frou: nuvole rosa a stuzzicare l’impiegatizio grigio milanese – la ballerina e il cumenda. Il mio fruttivendolo vende la barba di frate e le prime fragole (ma è ancora presto per quelle, però): è primavera.
“Cuor contento il ciel l’aiuta”: in primavera è forse più facile. Inizia ad avvertirsi una leggerezza nell’aria che mancava fino a non molto tempo fa. Si canticchia al mattino e quasi, cosa inaudita a Milano, si sorride agli altri, nonostante si sia forse ancora un po’ intontiti dal sonno. Dopo il lavoro, verrebbe voglia di cincischiare all’aperto e sedersi sui marciapiedi fuori dai bar, con un bicchiere in mano, ad osservare gli altri, fantasticando un po’ – chissà, magari proprio in quel gruppo che ride ci potrebbe essere il nuovo amore della mia vita. Ma fa ancora freddino e il tempo è pazzerello. Rimando alle prossime settimane. Intanto cucino. Allegro, se ci riesco.