Le Marinate

Amarcord : Le Ricette di MangiareBene

Monica Bedana

panini alle olive, ai cereali, alle cipolle, alle “cícciole”, alle erbe, all’uvetta…

Monica Bedana

Ho fatto l’università con mio nonno. O mio nonno ha fatto l’università con me, in realtà non ci siamo mai messi d’accordo su chi dei due seguisse l’altro, era un po’ come la storia dell’uovo e la gallina.

Detto in modo più rigoroso, il nonno Resio mi ha accompagnato a tutti, dico tutti, gli esami dati durante gli anni di università. Scritti, orali, d’estate, d’inverno, in sessione straordinaria, alla mattina all’alba, nel tardo pomeriggio, lui era sempre con me ed io ero sempre con lui. In facoltà tutti i professori lo conoscevano, i miei compagni lo trattavano come un qualsiasi studente e lui diceva sempre che stava studiando per la seconda laurea, perché la prima l’aveva già presa agli Asinelli di Bologna.

Nessuno mi ha mai chiesto cosa ci facevo col nonno ad ogni esame, si vedeva lontano un miglio che era il mio talismano e tutti me lo invidiavano, anche perché, per raccontarla tutta, il nonno Resio, oltre che simpaticissimo, era anche un bel pezzo d’uomo.

La sua missione fondamentale la svolgeva durante l’esame; mentre io ero “sotto i ferri”, lui faceva una capatina nel suo panificio preferito, sotto il Salone, in Piazza delle Erbe. Quando uscivo dall’esame lo trovavo di nuovo lí, davanti alla porta, con un sacchettone fumante ricolmo di panini alle olive, ai cereali, alle cipolle, alle “cícciole”, alle erbe, all’uvetta… Il ricordo di quel pane, non tanto per la sua bontà, quanto per tutto l’amore e la generosità che racchiudeva nel gesto, mi accompagna intatto e nitido vent’anni dopo, ogni volta che impasto acqua, farina e lievito.