Le Marinate
Amarcord : Le Ricette di MangiareBene
Dominique Lapierre
"Ogni volta che ritorno in India, assaporo con gioia le delizie della gastronomia indiana."
Dominique Lapierre, scrittore francese di fama mondiale, scrive con Larry Collins• Parigi brucia?
• Alle cinque della sera
• Gerusalemme, Gerusalemme!
• Stanotte la libertà
• Il quinto cavaliere
• New York brucia?
Nel 1981 incontra Madre Teresa a Calcutta e decide di aiutare James Stevens, in difficoltà economiche nel sostenere il suo centro di accoglienza “Udayan – Risurrezione” dove vengono ospitati ed educati 300 bambini lebbrosi; nel 1982 fonda, con sua moglie Dominique, la
“Associazione per i bambini dei lebbrosi di Calcutta”.
Nel 1985 viene pubblicata la prima edizione de “La Città della Gioia”.
Il libro viene tradotto in 31 lingue e si vendono più di 30 milioni di copie; inoltre viene prodotto il film per il cinema con la partecipazione dell’attore Patrick Swayze.
Nel 1990 scrive “Più grandi dell’amore” e nel 1997
“Mille Soli”.
Dal 1997 vara 4 battelli dispensari per curare i malati abitanti nelle 54 isole del delta del Gange: 300.000 persone sono state vaccinate e trattate contro la tubercolosi e sono state eseguite 3000 operazioni da un’equipe di medici incaricati da Dominique Lapierre.
Nel 2000 crea una clinica a Bhopal per curare le persone vittime dell’esplosione della fabbrica chimica di cui scrive nel libro “Mezzanotte e cinque a Bhopal”, pubblicato nel marzo del 2001 e letto da più di 10 milioni di lettori.
Dominique Lapierre è stato insignito come cittadino onorario di Calcutta nel 1986.
Per i suoi libri che difendono i diritti dell’uomo e della giustizia e per le sue molteplici azioni umanitarie, ha ricevuto la Croce della Legione d’Onore francese, la Medaglia della Camera dei Deputati italiana e anche la Grande Croce dell’Ordine Civile per la Solidarietà Sociale attribuitagli dal governo spagnolo per la “sua straordinaria azione umanitaria nel Terzo Mondo”.
Per Mangiarebene ha scritto questo piccolo testo con le sue preferenze culinarie in India.
Ogni volta che ritorno in India, mi premio con le delizie della gastronomia indiana. E' l’espressione raffinata della civiltà di questo paese.
Cerco, ovviamente, di scegliere i piatti meno speziati.
Mi premio con il biriani di agnello o di pollo, considerato un piatto di festa dai musulmani.
Mi premio anche con gli squisiti spiedini di carne, di pesce e di legumi chiamati kebabs, ma le mie preferenze vanno al pollo tandoori. Sono dei pezzi di pollo fatti macerare nello yoghurt speziato e passati in una pasta a base di peperoncino che li colora di un bel rosso arancio, prima di venir cotti nel tandoor, un forno d’argilla.
Amo accompagnare i miei banchetti di tandoori con del riso pilav, con del curd – una specie di yoghurt acido – e con una di quelle succulente gallette non lievitate di frumento, cotte su una griglia, chiamate chapatis.