Le Marinate
Amarcord : Le Ricette di MangiareBene
Carla Latini
"Non sono mai stata mangiona da piccola e non lo sono ora."
Ho conosciuto Carla esattamente due anni fa durante il primo congresso di Identità Golose e fin dal primo incontro fra di noi scocca la scintilla della simpatia trasformatasi poi, col passare del tempo, in una grande e sincera amicizia.Il carattere di Carla traspare perfettamente dalla sua fotografia: passionale, solare e allegro.
Sempre disponibile per tutti, è molto rispettata nel difficile e invidioso mondo di Prime Donne come quello dell’enogastronomia per la sincerità affettuosa e imparziale dei suoi consigli.
Lavoratrice indefessa ma sempre con un sorriso e in punta di piedi, non si risparmia un momento per promuovere la sua azienda e lo fa con tanta passione e amore trovando il tempo per risolvere “beghe” altrui.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il pastifico Latini è una splendida realtà non solo in Italia ma nel mondo intero, Cina compresa, per la eccellenza dei suoi prodotti.
Nel suo Amarcord Carla parla della frittata che suo papà Pippo, una persona davvero speciale, le cucinò per placare la sua paura dopo il terribile terremoto di Ancona.
Un ricordo tenerissimo.
Non sono mai stata mangiona da piccola e non lo sono ora.
Ho un buon palato ma non ho mai detto ‘ho fame!’ come dice mia mamma, in nessun momento della mia vita. Ma il mio ‘cuore goloso’ è solo per papà.
Papà, quando ero piccola, intendo scuole materne ed elementari, aveva il sabato libero.
E il sabato faceva la spesa e cucinava. A differenza di Gualtiero Marchesi lui però andava ‘per tentativi’. Faceva pastrocchi di varia mista provenienza geografica: Calabria, Sardegna, Abruzzo. Riuscitissimi perché gioiosi e giocosi.
Con papà mangiare non era doversi nutrire per forza ma friggere montagne di patate e fare tante frittate diverse.
È la frittata delle quattro del mattino il mio ‘ricordo goloso’.
Era il 1972. Per l’appunto i primi del mese di giugno, dovevo fare gli esami di quinta elementare.
Notte fonda. Ancona viene svegliata da un violento terremoto. Sussultorio, ondulatorio.
Avevo paura. Perché il terremoto ti entra nel battito del cuore e ne regola il ritmo.
Papà, impassibile: papà ha paura? No. Papà non ha paura. Almeno così mi fa credere.
Nemmeno io allora ho paura.
Alle quattro del mattino la mia adrenalina è a mille e forse lui invece è stanco.
Ma come si fa a placare l’ansia trasformata in curiosità di una bimba di dieci anni?
Frittata. Una profumatissima frittata con patate e cipolle. Bavosa. Croccante fuori e quasi cruda dentro. Ora posso dire la frittata come la concepisce Vissani. Padella di ferro rovente e mano agile e veloce. Grande papà. Grande frittata.
Per anni sono stata per tutti i parenti: Carla frittata di notte.
Ma non riesco a fare la frittata meglio di papà.
Anche oggi Michele 21 anni e Teresa 18 passano da nonno Pippo a prendere le frittatine.
Mini porzioni nella ‘storica padella di ferro’.
Che non si lava mai… ma si pulisce con la carta del giornale.
Meglio il Sole24ore. Perché non macchia le mani, come dice papà