Salute e Benessere
Asparago bianco di Bassano
L’asparago bianco di Bassano ha origini antiche e leggendarie, che ci rimandano a un lungo periodo storico a cavallo tra il 1200 e il 1500. La leggenda più antica narra che Sant’Antonio da Padova, che era di origini portoghesi e aveva vissuto alcuni anni in Africa, apprezzasse l’asparago e ne diffondesse la conoscenza nel Bassanese dove si era recato per ridurre a più miti consigli il sanguinario signore – siamo intorno al 1220 – del Veneto occidentale Ezzelino da Romano. L’asparago è legato a Sant’Antonio anche perché si fa normalmente terminare la stagione del raccolto il 13 giugno, nella ricorrenza del santo che infatti morì a Padova il 13 giugno del 1231 a soli 36 anni.
Un’altra leggenda risale al 1500 ovvero all’epoca in cui appaiono le prime testimonianze scritte della produzione di asparagi nel Bassanese. Si narra che una violentissima grandinata distrusse a quell’epoca gran parte delle colture. I contadini, ridotti in miseria, rivoltarono la terra alla ricerca di radici e tuberi per lenire la fame e scoprirono invece una delizia: il saporito, gradevole e delicato asparago bianco.
La storia ci dice che nell’elenco delle vivande per i ricchi banchetti dei nobili della Repubblica Veneta a cavallo tra il 1500 e il 1600 l’asparago di Bassano non mancava ed era anzi tra i cibi più graditi e ricercati. Un documento del 1534 riferisce di un certo messer Hettor Loredan che fece acquistare asparagi bassanesi in 130 mazzi per “lire 3 et soldi 10”. È anche documentato che durante il Concilio di Trento (1545-1563) i padri conciliari gradissero mangiare “i sparasi” prodotti a Bassano, in grandi quantità, apprezzandone, tra l’altro, le virtù diuretiche. La ricetta più antica è anche quella più semplice e già allora andava per la maggiore: “ovi e sparasi” con olio e pepe.
Scheda tecnica
| Regione di produzione | Veneto |
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| Area di produzione | L’Asparago bianco di Bassano DOP ha un’area di produzione circoscritta e molto bene identificabile, omogenea per caratteristica dei terreni, racchiusa in otto comuni: Bassano del Grappa, Cartigliano, Cassola, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà e Rossano Vicentino. |
| Periodo di produzione | La resa massima consentita è di 80 quintali per ettaro, ma i produttori, che rispondono a regole di qualità e di autodisciplina particolarmente rigorose, hanno abbassato la resa sotto i 40 quintali per ettaro. Questo per ottenere un asparago bianco a bassissima fibrosità.. La produzione totale media per anno così può raggiungere al massimo i 1.000 quintali, una quantità che non può andare incontro a un consumo di massa e insufficiente a soddisfare l’altissima richiesta. Una ragione in più per considerare l’asparago bianco di Bassano un ortaggio prezioso. |
| Stagionalità | Dalla seconda metà di marzo alla prima metà di giugno. |
| Conservazione | Gli asparagi sono un prodotto particolarmente delicato e altamente deperibile, si consiglia di consumarlo entro 2-3 giorni. Per conservarli in maniera corretta, immergerli completamente in abbondante acqua e cambiarla due tre volte al giorno per permettere una adeguata idrorefrigerazione e freschezza. |
| Caratteristiche |
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| Marchi di tutela, riconoscimenti | DOP |