Birra, Vino and Co.

Birra & Storia : Le Ricette di MangiareBene

Gli anni del boom economico. Arriva il “camion bar”

Gli anni del boom economico. Arriva il “camion bar”

Dopo la guerra, come per molti altri settori, anche per il settore birrario bisogna ripartire da zero, vale a dire dalla ricostruzione degli impianti. Ciò comporta un inevitabile allontanamento della birra dalle tavole; e quando il consumo comincia a riprendere, la birra viene considerata un prodotto stagionale, consumato cioè (e quindi prodotto) esclusivamente da maggio a settembre, come qualsiasi bibita dissetante per l'estate.
Perciò questa fase produttiva prende il soprannome di “industria dei cento giorni” “: passata l'estate, passata la birra. La svolta arriva con una serie di intelligenti innovazioni introdotte alla fine degli anni Cinquanta: dall'inserimento sul mercato delle bottiglie formato famiglia, sino all'arrivo dei “Camion Bar” . Si tratta di un furgoncino, parcheggiato nelle piazze dei paesi, che offre gratuitamente un calice di birra e racconta, in genere con un filmato, la storia di questo prodotto. Gli anni Sessanta e Settanta sono segnati dall'arrivo del frigorifero: una rivoluzione che, entrando prima nei bar e poi nelle case, contribuisce all’affermarsi della birra come bevanda sempre più “nazionale”.
Aprono nuove grandi fabbriche, soprattutto nell'Italia centro-meridionale, e la birra scopre la televisione e Carosello, con i protagonisti del jet-set dell’epoca: Fred Buscaglione, Anita Ekberg, Mina, Ugo Tognazzi, ecc. Ultimo di questa serie, Renzo Arbore che, negli anni Ottanta, invita a "meditare" sulle virtù della birra con il celeberrimo “Birra, e sai cosa bevi”. Oggetto della comunicazione, la bontà a tavola del prodotto, il piacere di averla in casa per offrirla agli amici, il basso tasso alcolico, la notevole digeribilità e la naturalità. Negli ultimi trent’anni i consumi di birra sono cresciuti lentamente ma ininterrottamente, passando dai 16,5 litri pro capite del 1973 ai 27 del 1995, fino ai 30 litri circa di oggi, record per il nostro Paese (anche se l'Italia rimane ancora lontana dai consumi registrati in molti grandi Paesi europei).
Quello birrario è un settore ormai maturo che ha raggiunto importanti traguardi grazie all’ininterrotto processo di ammodernamento e potenziamento degli impianti e alle importanti acquisizioni e fusioni avvenute a livello societario con l’arrivo, dalla fine degli anni Settanta, dei grandi gruppi birrari mondiali attirati dal mercato italiano.