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Le Bollicine
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Come tutti i vini, anche gli spumanti riportano una serie di indicazioni in etichetta, alcune, come la gradazione alcolica, obbligatorie; altre, è il caso dell’annata o del tipo di vitigno, facoltative. Tra quelle obbligatorie è molto importante per gli spumanti l’indicazione del residuo zuccherino, che esprime il grado di dolcezza dello spumante. Viene indicata con dei termini che se non si conoscono bene possono trarre in inganno. Può succedere che si acquisti una bottiglia di spumante ‘extra dry’ convinti di aver scelto il tipo più secco, e ci si ritrovi a sorseggiare come aperitivo uno spumante gradevolmente morbido, quasi abboccato, ma che non si sposa bene con l’antipasto che abbiamo preparato. Eccovi allora qualche spiegazione sula scala delle gradazioni zuccherine.
Gli spumanti secchi:
• Sono quelli senza residuo zuccherino o con una percezione dolce praticamente non avvertibile al palato. Sono ideali come aperitivo o da tutto pasto. Devono avere una buona dose di acidità che darà freschezza alla bocca e l’anidride carbonica se ben dosata riuscirà a donare morbidezza e avvolgenza. In etichetta possiamo trovare: Pas Dosé, il massimo del gusto secco, Extra Brut, Brut, i più diffusi in commercio, Extra Dry, dove compare una leggera vena morbida, e, infine, Dry dove a dispetto del nome, sono spumanti che hanno una discreta nota dolce che in alcuni casi si avverte con una certa intensità. L’unica regola fondamentale sull’abbinamento e non proporli con i dessert, rischiamo di sentire il dolce stucchevole e il vino amaro.
Gli spumanti dolci:
Ecco i protagonisti per accompagnare in maniera impeccabile i nostri dessert. Sono fatti perlopiù da uve aromatiche come moscato e malvasia e hanno una bassa gradazione alcolica. Sceglieremo quelli più dolci per creme, marmellate, farciture alla panna e meringhe, quelli con minor residuo zuccherino per i dolci della tradizione natalizia, i biscotti secchi o la frutta secca. In etichetta troveremo: Demi Sec se si parla di vini non dolcissimi ma senz’altro ‘abboccati’, Dolce, Sweet o Doux per le bollicine più dolci presenti nel mercato.