Accademia del fornello
Cucina regionale
La cucina della Lombardia
Ricette tipiche della Lombardia
Le Ricette
- Antipasti
- Taleggio fritto
- Riso
- Riso in cagnone
- Pasta
- Tortelli Cremaschi
- Tortelli di zucca
- Pizzoccheri della Valtellina
- Altri primi
- Malfatti: gnocchi di ricotta e spinaci
- Pisarei e fasoi
- Minestra di riso e fegatini
- Ris e erborin - Minestra di riso e prezzemolo
- Verzada
- Zuppa Pavese
- Polenta concia
- Riso
- Il risotto alla Milanese
- Risotto al salto
- Risotto alla milanese della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane
- Risotto alla zucca
- Altri primi
- Asparagi alla milanese
- Carne
- Arrosto di vitello al latte
- Costoletta alla milanese
- Cotoletta alla milanese estiva
- Ossobuco in gremolada
- Vitello tonnato
- Cassouela
- Lepre in salmi
- Dolci e dessert
- Pan dei morti
- Torta sbrisolona
- Tortelli di carnevale
- Conserve
- Mostarda mantovana
La Lombardia è una delle regioni più ricche di tradizioni culinarie e di prodotti tipici d’Italia, grazie anche alla varietà del paesaggio e alla presenza di numerosi corsi d’acqua. Il territorio, collocato al centro della più vasta pianura italiana e delimitato a nord da colline e dalle Alpi, degrada dolcemente verso una piana alluvionale che ospita il lago Maggiore, il lago di Como e di Garda, che con il loro influsso mitigatore attenua il clima continentale permettendo colture come agrumi e olivi. Le zone collinari e appena montuose ospitano vigne e frutteti, mentre quelle pianeggianti così ben irrigate presentano vaste colture, infine l’abbondanza di foraggio rende possibile l’allevamento bovino e una ricca produzione di latticini.
Ma di un piatto unico, un motto vero e proprio da inalberare che connoti la regione, non c’è: tant’è che a Mantova è ignorato il risotto giallo alla milanese, come il bergamasco piatto di polenta e uccellini lascia probabilmente indifferenti le massaie cremonesi. A ben guardare, più che a un piatto vero e proprio, sono alcuni alimenti che sono comuni alla regione: il riso innanzitutto è molto più consumato della pasta in tutte le variante asciutte o in brodo; il formaggio che arriva su tutte le tavole a fine pranzo senza eccezioni; il burro che sostituisce quasi del tutto l’olio nei condimenti e prima di tutto nei fritti, di cui c’è addirittura memoria in Plutarco, che racconta come un certo Valerio Leonte servisse a Giulio Cesare in persona di passaggio a Milano, asparagi conditi con burro.
Si dice anche che la cucina lombarda sia la cucina dei frettolosi, della gente che non ha tempo da perdere a tavola. A sostenere questa tesi il risotto con l’osso buco, che fa da piatto unico, la cassoeula che pare sia stata creata da massaie poco attaccate ai fornelli e che miravano a piatti unici da lasciare sul fuoco.
Ma che dire degli interminabili pranzi di nozze, delle libagioni dei cacciatori, delle immense mense per festeggiare la macellazione del maiale, o le sterminate mense sotto i portici delle corti mantovane nei giorni di sagra o di festa?
Frettoloso e un po’ distratto nei giorni feriali, ma nei dì di festa quando l’occasione si presenta il lombardo si scatena e tiene ben piantate le sue gambe operose sotto il tavolo.
Maria Chiara Barilla