Accademia del fornello

Farro della Garfagnana

La sua coltivazione documentata risale al 7000 a.C. in Siria e Mesopotamia, dove veniva utilizzato per la preparazione di polenta e focacce.
È stato l'alimento-base degli Assiri, degli Egizi e di tutti i popoli antichi del Medio Oriente e del Nord Africa; i Romani lo offrivano nei riti sacri, come dono nel rito nuziale e come ingrediente nella preparazione della puls, una polenta morbida con cui si cibavano soldati e plebei.
Con la comparsa del grano, il farro ha subito un "momento di crisi", ma non in Garfagnana dove è stato sempre coltivato e ancora oggi è brillato negli antichi mulini a pietra.


Scheda tecnica
Regione di produzione Toscana
Area di produzione La zona della Garfagnana, località nordoccidentale della Toscana, in provincia di Lucca. L'altitudine del territorio va da 300 a 1000 metri.
Stagionalità Tutto l'anno.
Raccolta A fine giugno.
Conservazione In locali idonei, a temperatura ed umidità controllata, senza utilizzo di antiparassitari. Dopo la raccolta viene sottoposto a brillatura: il prodotto che si ottiene si presenta striato di bianco e farinoso.
Caratteristiche
  • Si differenzia dalle altre qualità di farro per il chicco più grande e per la tenuta in cottura.
  • Il sapore è unico, inconfondibile e gustoso.
Marchi di tutela, riconoscimenti IGP 1996

Farro della Garfagnana