Accademia del fornello

Carciofo romanesco del Lazio

Presente nella cultura gastronomica e rurale delle popolazioni del Centro Italia da tempo immemorabile.
Le origini risalgono agli Etruschi, se ne trovano infatti raffigurazioni parietali in alcune tombe delle necropoli di Tarquinia.
Solo dopo la II Guerra Mondiale la coltura e l'apprezzamento del prodotto si diffondono con grande rapidità.


Scheda tecnica
Regione di produzione Lazio
Area di produzione Comprende le province di Viterbo, Roma e Latina: Montalto di Castro, Tanino, Tarquinia, Allumiere, Tolfa, Civitavecchia, Santa Marinella, Campagnano, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma, Lariano, Sezze, Priverno, Sermaneto, Pontinia.
Stagionalità Da febbraio a maggio.
Raccolta Manuale. Si impianta da agosto a ottobre e la coltivazione dura fino a un massimo di quattro anni. Si comincia la raccolta a gennaio e la si può protrarre fino a maggio, condizioni climatiche permettendo.
Conservazione In frigorifero, ma va consumato il prima possibile.
Caratteristiche
  • Forma sferica, compatto, con caratteristico foro all'apice.
  • Colore dal verde al violetto, brattee esterne di colore verde con sfumature violette.
  • Diametro dei cimaroli non inferiore a 10 centimetri.
  • Consistenza della foglie interne e del cuore, molto morbida.
  • Sapore dolce e gradevole
Marchi di tutela, riconoscimenti IGP 2002

Carciofo romanesco del Lazio