Accademia del fornello
Carciofo di Paestum
La diffusione del carciofo nella Valle del sele risale alla fine degli anni '20, in seguito alla Riforma Fondiaria, ma è presente da sempre, favorita dalle condizioni sia territoriali che climatiche. Se ne trova traccia nelle "Statistiche" del regno di Napoli (1811) e nelle "Memorie di Geografia Economica" del Migliorini (1949).
Il nome originario di questa varietà è "Carciofo di Castellammare"; il Carciofo di Paestum si distingue dalle altre varietà della stessa famiglia (il Carciofo Romanesco) per: grossa pezzatura, forma subsferica, sapore gradevole.
Scheda tecnica
| Regione di produzione | Campania |
|---|---|
| Area di produzione | Interessa i seguenti Comuni della provincia di Salerno: Agropoli, Albanella, AltavillaSilentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano, Serre. |
| Stagionalità | La varietà precoce: da settembre a novembre. La varietà tardiva: da dicembre ad aprile. |
| Raccolta | Una carciofaia non viene mantenuta per più di tre anni. La raccolta va dal 1° febbraio al 20 maggio; spesso "sul campo" vengono fatte le operazioni di cernita, calibratura e lavaggio, in quanto molti degli stabilimenti sorgono vicinissimi alle carciofaie. |
| Conservazione | Avviene in locali idonei, a temperatura controllata non superiore a 4° C e per un tempo massimo di 72 ore. |
| Caratteristiche |
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| Marchi di tutela, riconoscimenti | IGP 2004 |