Accademia del fornello
Asparago verde di Altedo
Nel 1923 alcuni agricoltori altedesi andarono a Nantes e tornarono con tutte le nozioni colturali necessarie.
Dopo alcuni anni di sperimentazione, iniziò la coltivazione intensiva.
Superata la stasi del periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale, la coltura ricominciò a diffondersi.
Scheda tecnica
| Area di produzione | Comprende le province di Bologna: Anzola dell'Emilia, Argelato, Bologna, Budrio, Baricello, Bentivoglio, Calderara di Reno, Crevalcore, Castello d'Argile, Castelmaggiore, Castel San Pietro Terme, Castenaso, Castelguelfo, Dozza, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Imola, Malalbergo, Medicina, Minerbio, Molinello, Mordano, Ozzano dell'Emilia, Pieve di Cento, Sala Bolognese, Sant'Agata Bolognese, San Giovanni Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale; comprende le province di Ferrara: Argenta, Berra, Bondero, Cento, Codigoro, Comacchio, Coffaro, Ferrara, Formignana, Goro, Iolanda di Savoia, Lagosanto, Masi Torello, Mesola, Mirabello, Migliaro, Migliarino, Massafiscaglia, Ostellato, Portomaggiore, Poggio Renatico, Ro, Sant'Agostino, Tresigallo, Vigarano Mainarda, Voghiero. |
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| Stagionalità | Da aprile a giugno. |
| Raccolta | Può avere inizio solo dopo due anni dall'impianto. Può durare dai 15 ai 60 giorni, in relazione all'anzianità dell'impianto, ma non si protrae mai oltre il 20 giugno. |
| Conservazione | Vanno tenuti a bassa temperatura e consumati nel più breve tempo possibile. Per favorire la conservazione, è consigliabile immergerli in acqua molto fredda e lasciarveli per 2 ore; poi si tolgono, si asciugano molto accuratamente e si mettono in frigorifero. |
| Caratteristiche |
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| Marchi di tutela, riconoscimenti | IGP 1996 |