Accademia del fornello

Ficodindia dell'Etna

Il fico d'india è una parte caratteristica nel paesaggio delle pendici dell'Etna, specialmente del versante sud-occidentale. In quest'area il clima mediterraneo subtropicale - dall'estate lunga e secca, con piogge soprattutto in autunno e in inverno e forte escursione termica tra il giorno e la notte - e l'unicità del terreno vulcanico, danno al ficodindia dell'Etna qualità che non si trovano altrove, persino nell'area etnea.
I fichidindia sono per lo più mangiati freschi, ma vengono anche usati per produrre marmellate, canditi, bevande, sciroppi, farina, oli di semi, e possono essere essiccati. Tra le preparazioni gastronomiche, oltre alla marmellata e al gelato, segnaliamo: i mostaccioli (succo ristretto per ebollizione, con farina di semola e aromi) e la mostarda (analoga ma con succo d'uva e può contenere canditi). La pianta di ficodindia è utilizzata anche dall'industria (per farmaceutici, coloranti, pectine, concimi, cosmetici) e come pianta ornamentale.
Si mangiano così: i frutti vengono prima tenuti in acqua ghiacciata per neutralizzare le spine, poi si tolgono le due estremità, si taglia la buccia per tutta la lunghezza, e si tirano infine i lembi con le dita, aprendoli.


Scheda tecnica
Regione di produzione Sicilia
Area di produzione La zona di produzione, tra i 150 e i 750 metri sul livello del mare, comprende questi Comuni della provincia di Catania: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo, Paternò, Ragalna, Santa Maria di Licodia.
Stagionalità Dalla metà di agosto i frutti di prima fioritura (agostani), da settembre a dicembre quelli di seconda fioritura (scozzolati o bastardoni).
Raccolta La raccolta ha luogo nel momento in cui inizia la maturazione, ovvero al cambiamento di colore dal verde al giallo-rosso. Il frutto va preso in modo da lasciarvi attaccata una piccola parte di cladodo (il ramo del fico d'india, che ha l'aspetto di foglia ed è caratteristico di alcune cactacee). Dopo la raccolta naturalmente i frutti vengono anche despinati.
Conservazione Appena raccolti, i frutti devono essere tenuti in luoghi ventilati e asciutti; in seguito possono essere conservati in frigorifero.
Caratteristiche
  • Tre sono le varietà: gialla (sulfarina o nostrale), rossa (sanguigna), bianca (muscaredda o sciannarina).
  • Profumo delicato, ma solo quando viene sbucciato; se il frutto è molto freddo il profumo naturalmente diminuisce.
  • Buccia consistente ma abbastanza tenera, color rosso-bruno. È coperta di spine sottilissime, quasi invisibili e molto fastidiose, ma naturalmente quelli in vendita ne sono già privati.
  • Polpa succosa, dai moltissimi semi piccoli e legnosi, piuttosto duri.
  • Sapore dolciastro.
Marchi di tutela, riconoscimenti 2003

Ficodindia dell'Etna