Accademia del fornello

Cucina internazionale : Le Ricette di MangiareBene

La cucina Inglese

Ricette inglesi

La cucina Inglese

Inghilterra Cornovaglia

Inghilterra Afternoon Tea al Claridges

Inghilterra Londra, Borough market

Inghilterra Salmone scozzese

Inghilterra Fish and Chips

Le Ricette
Inoltre...

La cucina inglese ha una pessima reputazione. Quanti i ragazzi italiani che, al ritorno da una di quelle inconcludenti ‘vacanze-studio’, hanno riportato di orride cene, alle sei del pomeriggio, a base di carne di dubbia qualità e carote bollite fino allo sfinimento. Ahimé, questi resoconti sono spesso veri.
Un’eccellente cucina locale però esiste davvero, anche se è un’impresa ardua scovarla e gustarla.
Gli inglesi, infatuati delle cucine altrui, si sono pericolosamente allontanati dal loro passato gastronomico, che ora appare sempre più come un miraggio. Sono pochi i piatti tradizionali che godono di buona salute, moltissimi quelli che rischiano l’oblio.

È soltanto visitando la verdissima campagna inglese in una di quelle memorabili giornate estive, quando nel cielo sgombro da nubi brilla un sole caldo ma non opprimente, che il turista mediterraneo può iniziare ad “intuire” la cucina locale. Colline verdissime che s’interrompono gentilmente l’una con l’altra, mucche e pecore che pascolano pigramente al sole, gelsi, arbusti di more, fattorie dove è possibile comprare fragole, lamponi, mele e uvaspina. Fermandosi poi in uno di quei villaggi costieri da cartolina, piccoli cottage dipinti di rosa e azzurrino, negozietti d’antiquariato e di libri di seconda mano, non di rado ci si può imbattere sulla spiaggia, al mattino, in un pescatore che vende granchi, aragoste e capesante. Questa è terra di carne e pesce di primissima qualità, di selvaggina saporita, di latte, panna e burro incomparabili, di frutta amabilmente asprigna.
La cucina inglese, nordeuropea ma con anche strettissimi legami con quella francese, è ricca di piatti che, rinunciando temporaneamente alle nostre coordinate gustative mediterranee, ci stupiscono piacevolmente. La famigerata "carne con la marmellata", ad esempio, oggetto di innumerevoli barzellette, è in realtà il glazed ham, il prosciutto sobbollito per ore in un court-bouillon aromatico e glassato poi con senape e marmellata d’arance amare: piatto sublime, ma di non facile esecuzione.
Esiste una grande tradizione di vellutate (loro le chiamano “cream of…”) , spesso a base di brodo di carne e quasi sempre arricchite alla fine da qualche cucchiaita di panna.
In generale la cucina inglese eccelle nelle carni: un roast beef all’inglese è uno spettacolo per gli occhi e per il palato. Viene quasi sempre arrostito “on the bone”, con l’osso, non meno di 3 o 4 costole di manzo, e servito con patate al forno, horseradish sauce (salsa al rafano) e verdure al vapore, broccoli e carote soprattutto. Esiste poi anche un grande repertorio di stews, cioè di spezzatini o brasati di carne, a volte anche arricchiti da dumplings, degli gnocchetti di farina, acqua e suet (il grasso che avvolge in reni e che conferisce leggerezza e un gusto inconfondibile ai piatti in cui viene usato) o anche cucinati in crosta, cioè con un coperchio di pasta sfoglia, in questo caso si parla di pies.
Grandi momenti sono la colazione e il celebre 5 o’clock tea, il te delle cinque: o meglio, erano - ormai anche gli inglesi vanno di fretta e trangugiano solamente due cose due al mattino e il te con i pasticcini se lo scordano.

La prima colazione può comunque essere una gioia: pancetta croccante, uova in camicia, pomodori grigliati e poi, ovviamente, marmalade, toast imburrati e te. E ancora: lippe e porridge con le prugne . Verso le 11 di mattina, un tempo, si mangiucchiavano delle torte, quasi sempre incredibilmente burrose ma deliziose, da inzuppare nel porto: era la merenda di metà mattina, chiamata Elevensies, un’istituzione tipicamente anglosassone, ormai quasi dimenticata.
Se invece volete provare un vero te delle cinque, allora meglio saltare il pranzo: vi offriranno te, tramezzini al salmone e al crescione, scones con la marmellata di fragole e la clotted cream, shortbread e plum cake.

Sono però i pudding, i dolci, a costituire, la scoperta più straordinaria e golosa, il vero cavallo di battaglia della cucina inglese.
Mai stucchevoli, spesso a base di frutta deliziosamente acidula, non di rado serviti caldi, frequentemente cotti al vapore, accompagnati quasi sempre da panna non zuccherata o vanilla custard, quell’ambrosia vellutata a base di uova, vaniglia e latte (o panna), oppure elegantemente abbinati a salse calde di marmellata o sherry, i pudding inglesi sono fenomenali.

Gli inglesi mangiano sempre il formaggio dopo il dessert in quanto "chiudelo stomaco".

Il pane non veniva tradizionalmente servito a tavola, tranne che imburrato come accompagnamento al salmone: in questi ultimi anni le cose stanno però cambiando e anche loro stanno scoprendo il piacere di sbocconcellare panini fragranti e grissini.

In molte famiglie vige ancora l'uso che gli uomini rimangano seduti a tavola, senza una presenza femminile, a bere il porto, fumare il sigaro e raccontarsi storielle osé. Il porto viene portato a tavola in una bottiglia di cristallo dal fondo largo e collo alto e viene passato in senso orario. Mai versarlo al proprio
vicino, ognuno lo versa per sé.

La tavola di solito viene apparecchiata come da noi tranne che per il dessert le cui posate, diversamente che da noi, (sopra il piatto) vanno messe nella posizione laterale più vicina ad esso.

Un inglese dalle maniere impeccabili non taglia mai il pesce con il coltello, anche se si tratta di quello apposito, e mangia il gelato con la forchetta da dessert: so strange!