Accademia del fornello

Single: Divagazioni di Pippo: Le Ricette di MangiareBene

Per mero quiz

Per mero quiz



Ogni volta che può il Curatore concorre. Concorre sul divano davanti alla TV in qualità di concorrente inerte e fa anche lui il suo esamino privato assistendo a una simpatica trasmissione di quiz. Il conduttore, garbatamente autoironico e accattivante, scherza volentieri sulla sua passione per il cibo, e fin qui tutto va bene. Togliere i panni “regali et curiali” alla cucina è opera meritoria, come dire mettere la cucina in cucina, mitigare nel sorriso il perfezioniamo delle calorie,dei grassi insaturi, dei marchi portati come titoli nobiliari..
Meno bene il fatto che diversi concorrenti “autentici” sudino freddo su domande, quasi sempre tutt’altro che peregrine, in tema di regionalità di vivande o addirittura di denominazione di ingredienti.
Stranamente più disinvolti i pensionati delle ferrovie col cranio rarefatto e i baffi sale e pepe, abituati a mangiare in giro prima che la cucina fosse globalizzata e i menu casalinghi erano semplici ed intellegibili, mentre è sorprendente il numero di ancor giovani signore che nuota disperatamente per uscire dal bicchier d’acqua di identificare il Goulash con un piatto di carne o di verdura, facendo ricorso a memorie di viaggio (“.... senza libri spiegò che paggio e maggio scrivonsi con due g come cugino....”).
Dal bicchiere di vino i pensionati coi baffi escono senza nuotare nè punto nè poco:non sono astemi, ma anche loro, le astemie,qualche elementare notizia la dovrebbero avere acquisita, così come il Curatore che l’ultima fetta di torta l’ha mangiata circa cinquant’anni fa, sa che l‘ estraneo tra il Saint Honorè, la cassata, la sbrisolona e las empanadas son propria queste ultime.
Lo saprebbe anche se non ne fosse ogni tanto deliziato da una amica caribe, ma solo per il fatto che se anche non gli piace il dolce, saprebbe per conto suo che c’è chi i dolci li mangia, e ogni tanto ospita qualcuno che li apprezza; pertanto deve andare dal pasticciere e comperarli “andando sul sicuro”.
La storia della cucina, capitolo secondario della ben più importante storia dell’alimentazione, come tutte le storie prima la si fa, e dopo la si scrive. Ma che razza di storia si può “fare”, come dire consapevolmente creare su una base comune, quando per base comune si monta sopra a quel mappamondo che ci ruzzola sotto i piedi? Ad ogni buon conto il Curatore a cui un antico compagno di caccia ha regalato un mazzetto di uccelli, ha sotto i piedi la solidità inalterabile della ricetta di “polenta e osèi “ e per quanto lo riguarda continua a godersi il duplice piacere della buona cucina e della buona amicizia. E per di più, lui, amalfitano di madre friulana, si sente anche un po’ patriota.