Accademia del fornello
Single: Divagazioni di Pippo
I piselli del commodoro
Quando di parla di Cecil Forrester, autore della fortunatissima serie di romanzi marinareschi a protagonista l’immaginario Horatio Hornblower si affaccia alla memoria un filmone degli anni ’50 sostenuto essenzialmente dallo scrupolo di un Gregory Peck, inimitabile provveditore di femminili sospiri e di maschili sbadigli. Al curatore è invece ricapitato in mano l’ottimo libro “Il commodoro Hornblower” nel quale trova posto un pranzo …diplomatico a cui interviene in incognito lo zar Alessandro fermo nella sua Pietroburgo mentre Napoleone bussa alle porte di Mosca.
L’atto diplomatico consiste nel servire allo “sconosciuto” gentiluomo in visita alla sua nave uno spettacolo forte e disciplinato della durezza della vita di bordo, come dire: resisti! La squadra inglese nel Baltico è composta da uomini che son capaci di vivere così!
Il menu: zuppa di piselli secchi, galletta piena di vermi, manzo salato, maiale salato, lingua salata e cavoli sott’aceto.
“ La zuppa di piselli - illustrò il protagonista - è la migliore vivanda che venga servita in Marina”
Forester non era un uomo di mare, ma la sua documentazione navale è eccellente. Non va dimenticato nemmeno che fu corrispondente del Times durante la guerra civile spagnola e durante l’occupazione dei Sudeti, quindi un uomo amante delle cognizioni dettagliate. È anche probabile che data la mole della sua peraltro eccellente produzione di avvalesse dell’opera di qualificati consulenti: il Curatore, curioso di storia navale quanto di cucina, lo prese comunque sul serio e si invaghì dello strano giudizio di eccellenza riserbato ad una vivanda a prima vista sbiadita.
Trovò una miriade di ricette arricchite da sedano, carote e persino cipolle, ma era tutta roba che a bordo di un veliero in viaggio lungo aveva vita breve. Svelò comunque l’arcano attraverso una ricetta svedese (cioè a sua volta baltica): la zuppa di maiale con piselli alla svedese.
E' una ricetta semplice: basta cuocere 4 etti di piselli secchi (precedentemente ammollati) per almeno tre ore in acqua abbondante, schiumando di tanto in tanto.
Dopo un'ora aggiungere un osso di prosciutto, 4 etti di spalla di maiale e due cipolle. A fine cottura tagliare il maiale a pezzetti e rimettetelo nella zuppa. Aggiungete sale, pepe e timo.
È soltanto un’ipotesi, ma se la zuppa dello Zar Alessandro fosse stata qualcosa di simile (e dato che la lontananza dai porti poteva legittimare l’ uso delle “cipolle del governo” tanto care alla coscienza di Nelson, e il timo si conserva secco per tempo quasi indefinito, ben poteva esserlo!) la fantasia di Forester era in qualche modo sostenuta dalla storia.
Il Curatore, per suo conto, l’ha preparata e offerta agli amici.
Di Zar non ce n’erano, ma piacque loro come ai marinai di quel veliero di fantasia.
Horatio Hornblower