Accademia del fornello

Single: Divagazioni di Pippo

I libretti

La figlia di un amico del Curatore, giovane insegnante di qualchecosa in un Liceo Ambientale o in Istituto Professionale per Pulitori di Canne Fumarie, vive da sola e da sola orgogliosamente fa quadrare il bilancio.
Ingoiata la tredicesima da una vacanzetta sulla neve, si è rivolta al vecchio amico del padre. “Avvocato, deve insegnarmi a comprare lo stereo”. Sorpresa del Curatore, di cui è nota l’allergia per la musica e l’assoluta ignoranza circa i suoi strumenti di riproduzione.
“ Rivolgiti ai miei figli, ragazza: io non ne so proprio niente!”.
Una caratteristica abbastanza comune tra i giovani è quella di comunicare solo la conclusione di un ragionamento, anche nei casi in cui un ragionamento c’è stato. “Non volevo questo, Avvocato. Io so che Lei scrive di cucina - e giusto un attimo prima che gli occhiali dell’interpellato gli cadessero dal naso per la sorpresa - e quindi mi potrebbe suggerire come risparmiare qualcosa, in modo di far saltar fuori lo stereo”.
L’idea del risparmio come consumo differito per breve termine, del tutto antitetica a quella del pagamento diluito, riportò il lunario del vecchio a cinquantacinque anni fa, quando, superato il momento dei prezzi politici delle tessere annonarie, cominciava a vagire quella creatura che sarebbe diventata il mercato.
Gli operai erano pagati a quindicina e le donne uscivano a far la spesa portando nella sporta la microscopica biblioteca costituita dai “libretti” cioè da quadernini grigi come la vita; c’era quello del fornaio, c’era quello del salumiere, c’era quello del fruttivendolo, sui quali venivano annotati data e importo di ogni singolo accesso. Il bottegaio, per parte sua, segnava gli stessi dati su un registro analitico per cliente, e il giorno di paga pizzichi di denaro cambiavano di mano e un tratto di matita copiativa cancellava il debito sul librone.
Tutti i bottegai facevano ragionevole credito, ma era inutile presentarsi senza libretto, salvo che si fosse disposti a pagare in contanti.
L’operaio lombardo non aveva niente del padre padrone, ma quando consegnava alla moglie il denaro per le spese, anche senza spulciare i conti si accorgeva se l’ufficio acquisti era retto da una spendacciona.
Questa carta di credito di Nehandertal suggerì la risposta immediata: “Usa la carta di credito e conserva gli scontrini: fra un mese comincierai a risparmiare.”
La giovinotta tornò due mesi dopo. “Avvocato, mi sembra che funzionerebbe se non ci fossero le calze, i cosmetici e i ciclamini in offerta speciale” Il Curatore fece un gesto di comprensione e si rallegrò con se stesso per non avere inciso sulla risparmiosa vanità della giovane amica. Mise su la migliore faccia da burocrate che riuscisse a trovare “Questo non è di mia competenza" rispose con un sussiego che non gli riuscì affatto bene.