Accademia del fornello
Single: Divagazioni di Pippo
Dove grugniscono i girasoli
Leggo sull’ultimo supplemento di un autorevole quotidiano un elzeviretto semiserio sul declino del porco in Ucraina, area fino a ieri nettamente più povera della Russia, e oggi a quanto pare in predicato di celere ripresa.
Gli Ucraini, oggetto dello scherno dei loro cugini per il loro continuo ed esclusivo consumo di lardo, una volta raggiunto un po’ di benessere, starebbero passando sotto la bandiera dei grassi vegetali, e se questo è bene, buon per loro!
Il Curatore però non ci capisce più niente: è noto che per trasformare un chilo di vegetale in un chilo di carne bovina è necessario una moltiplica per circa quaranta; assai meno per il porco, e quasi nulla per il pollame.
La carne fresca di maiale, notoriamente magra di suo, è peraltro raccomandata dai nutrizionisti insieme alle altre carni così dette alternative.
La tendenza verso queste carni è decisamente sana per il consumatore, per via del colesterolo, e sana per gran parte degli esseri umani che popolano il Pianeta, per via del futuribile aumento di produzione di cereali e altri vegetali sulle terre sottratte ai bovini e che potrebbero divenare nutrimento per l’homo sapiens, rendendo disponibili per il mondo maggiori quantità di alimento-base.
In sostanza: il maiale fa bene, ma del lardo cosa ce ne facciamo?
Il Curatore suppone che i produttori Ucraini allevino tanti maiali quanti ne possono vendere, e che pertanto la nuova tendenza (salvo che la genetica costruisca il maiale senza lardo) li porti a produrne di meno.
Con quanto sollievo per la fame di quelli che non hanno neanche il cibo – qualsiasi cibo – per riempirsi lo stomaco, non riesce ancora a capirlo.
Dato che il grasso suino costitusce da secoli un elemento essenziale della nutrizione di più di mezza Europa, non sarebbe il caso di mitigare una sorta di komeinismo salutista e di riservale solo ai casi più gravi la scomunica a questo alimento, che peraltro sotto il nome di Colonnata o di Arnaud viene affumicato da tutti gli incensi?